Ogni anno, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, Arzúa accende un falò in onore dei pellegrini del Cammino di Santiago. È la Festa do Peregrino (la festa del pellegrino): una pellegrina arrivata in paese quel giorno viene scelta a sorte, riceve una placca a forma di stella con il suo nome e la sua provenienza, la fissa sul Muro das Estrelas e accende il fuoco di San Giovanni. È una delle pochissime feste popolari spagnole dedicate proprio a chi cammina verso Santiago. Nel 2026 la notte di San Giovanni cade tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno.
Cosa succede ad Arzúa la notte del 23 giugno
La festa recupera un’antica usanza legata all’ospitalità jacobea, riportata in vita nel XX secolo dopo essere andata perduta con il declino del Cammino. Durante la giornata del 23, gli abitanti scelgono a sorte una pellegrina tra quelle arrivate in paese.
Quella pellegrina rappresenta simbolicamente tutti i camminatori di quell’anno. Per lei viene preparata una placca a forma di stella, incisa con il suo nome e il suo luogo d’origine.
In serata, davanti a residenti e pellegrini, la prescelta fissa la sua stella sul Muro das Estrelas (chiamato anche Muro dos Luceiros), il muro delle stelle che si trova in uno dei parchi della villa. È un piccolo gesto che entra a far parte della memoria collettiva di Arzúa.
La stessa pellegrina accende poi il grande falò di San Giovanni, il rito centrale della notte più magica dell’anno. Resiste anche un’altra usanza: scrivere un desiderio su un biglietto e conservarlo in un baule.
Perché proprio una stella?
La scelta del simbolo non è casuale. La stella richiama il “cammino di stelle” che, secondo la leggenda raccolta nel Codex Calixtinus, guidò Carlomagno verso il sepolcro dell’Apostolo, e si lega al nome stesso di Compostela. Fissare una stella sul muro significa dire: anche tu, pellegrino, fai parte di questa storia.
La leggenda che lega Arzúa ai pellegrini
Arzúa compare due volte nel Codex Calixtinus , la guida medievale del Cammino redatta intorno al 1135, con il nome di Vilanova. Il Libro V colloca qui uno dei miracoli che insegnano il valore dell’accoglienza dovuta ai pellegrini di Santiago.
Si racconta di un pellegrino affamato che chiese del pane a una donna intenta a cuocerlo nel forno. Lei lo respinse con durezza: niente elemosina per i pezzenti. Poco più avanti, un’altra donna gli offrì il suo pane senza chiedere nulla in cambio.
Quando i due forni furono aperti, il pane della donna avara si era trasformato in pietra; quello della donna generosa, in oro. Sotto le spoglie del pellegrino, dice la leggenda, si nascondeva lo stesso Apostolo Santiago.
Chi accoglie con generosità raccoglie oro; chi nega per avidità, raccoglie pietre.
La morale della leggenda del pellegrino di Arzúa
È esattamente lo spirito del Cammino: ospitalità, empatia e fiducia tra le persone che si incontrano lungo la strada. È una delle leggende che accompagnano il Cammino di Santiago, e non sorprende che proprio Arzúa abbia scelto di dedicare una festa intera a chi pellegrina.
San Giovanni: il fuoco, il solstizio e la tradizione
La notte di San Giovanni ha radici pagane antichissime, legate al solstizio d’estate e ai falò accesi per “dare forza al sole”. Il rito è stato poi cristianizzato: il 24 giugno la Chiesa celebra la nascita di Giovanni Battista, esattamente sei mesi prima del Natale.
In Galizia, come in gran parte della provincia di A Coruña, la festa si vive nella notte tra il 23 e il 24 giugno. Ad Arzúa il 24 è festivo locale, e questo rende la vigilia ancora più sentita.
Fuoco, desideri scritti, erbe raccolte per propiziare salute e fortuna: sono gli ingredienti che ovunque accompagnano questa notte. Ad Arzúa, però, il protagonista è il pellegrino.
Arzúa, l’ultima grande tappa prima di Santiago
Arzúa è la cittadina più importante che si attraversa prima di arrivare a Santiago: circa 39 km separano la villa dalla tomba dell’Apostolo. Per chi cammina, è quasi sempre la penultima tappa.
Qui confluiscono tre grandi rotte jacobee: il Cammino Francese, il Cammino del Nord e il Cammino Primitivo. È un crocevia naturale di storie e provenienze, e questo spiega in parte il suo legame profondo con i pellegrini.
Arzúa si autodefinisce “terra del formaggio”: l’Arzúa-Ulloa, cremoso e a denominazione d’origine, è il ricostituente perfetto dopo una giornata di cammino. Anche il miele locale gode di ottima fama.
Come vivere la festa se sei in cammino
La festa del pellegrino è solo uno degli appuntamenti dell’estate galiziana: la trovi insieme alle altre nel nostro calendario delle feste lungo il Cammino nell’estate 2026. Ecco come non perderti quella di Arzúa.
- Programma di dormire ad Arzúa il 23 giugno. Solo chi pernotta in paese vive davvero il falò e il rito del muro.
- Prenota in anticipo. Gli ultimi 100 km del Cammino Francese sono affollati a giugno, e nella notte di San Giovanni i posti letto vanno via in fretta.
- Raggiungi il campo della festa in serata: la cerimonia del muro e l’accensione del falò sono il cuore della notte.
- Se arrivi proprio il 23, potresti essere tu la pellegrina (o il pellegrino) scelto: un ricordo che ti porti fino a Santiago e oltre.
Domande frequenti
Quando si celebra la festa del pellegrino ad Arzúa?
La festa si svolge nella notte tra il 23 e il 24 giugno, in coincidenza con la vigilia di San Giovanni. Il 24 giugno è festivo locale ad Arzúa. Nel 2026 la notte cade tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno.
Cos’è il Muro das Estrelas?
Il Muro das Estrelas (o Muro dos Luceiros), il “muro delle stelle”, si trova in un parco di Arzúa. Ogni anno la pellegrina scelta vi fissa una placca a forma di stella con il suo nome e il suo luogo d’origine, lasciando una traccia permanente del suo passaggio.
Chi accende il falò di San Giovanni ad Arzúa?
Lo accende la pellegrina scelta a sorte tra quelle arrivate in paese il 23 giugno. È lei a rappresentare tutti i pellegrini dell’anno e ad avere l’onore di dare fuoco al falò principale della notte.
Dove si trova Arzúa sul Cammino di Santiago?
Arzúa si trova sul Cammino Francese, in provincia di A Coruña, a circa 39 km da Santiago di Compostela. È il punto in cui confluiscono il Cammino Francese, il Cammino del Nord e il Cammino Primitivo, e di solito è la penultima tappa prima dell’arrivo all’Apostolo.
Qual è la leggenda del pellegrino di Arzúa?
Secondo la leggenda raccolta nel Codex Calixtinus, un pellegrino affamato chiese del pane a due donne. La prima, avara, lo respinse e il suo pane si trasformò in pietra; la seconda, generosa, lo aiutò e il suo pane diventò oro. Sotto le vesti del pellegrino si nascondeva l’Apostolo Santiago: una lezione sull’ospitalità che è il cuore del Cammino.
Una notte che vale tutto il Cammino
Pochi paesi sul Cammino dedicano una festa intera a chi cammina. Arzúa lo fa da decenni, con un falò, un muro di stelle e una leggenda che parla di accoglienza. Se stai pianificando gli ultimi 100 km da Sarria, prova a far coincidere il passaggio con il 23 giugno: difficilmente troverai un modo più bello di sentirti parte di questa storia.