Informazioni generali

Il Cammino Mozarabico è il nome dato al gruppo di cammini per Santiago de Compostela che nel Medioevo erano percorsi da pellegrini provenienti da città andaluse appartenenti all’antico territorio musulmano di al-Àndalus.

Oggi, più precisamente, il Cammino di Mozarabe è il nome dato alla rete di cammini che iniziano a Malaga, Granada, Jaén e Córdoba e che si collegano con la Via della Plata in Estremadura. Questi percorsi sono stati recuperati da diverse associazioni giacobee andaluse, con il coinvolgimento di istituzioni regionali e locali, permettendo a numerosi pellegrini di intraprendere questo stupendo cammino grazie anche alle nuove segnaletiche.

L’orografia dominante tra Granada e Cordoba è quella di dolci colline, con alcune eccezioni di colline più ripide (per esempio a Moclín). Le caratteristiche paesaggistiche più ricorrenti sono le immense estensioni di oliveti, quasi infinite, che si estendono a perdita d’occhio. Infatti, oltre l’80% del percorso tra Granada e Cordoba attraversa gli oliveti. In alcuni tratti la monotonia del paesaggio finisce per annoiare un po’, ma quando in lontananza si comincia a intravedere un villaggio o una laguna piena di anatre, il cuore gioisce.

Tra Granada e Cordoba la maggior parte del percorso passa attraverso sentieri sterrati e in misura minore attraverso strade asfaltate e strade secondarie.

C’è anche un breve tratto della strada nazionale N-432 (Granada – Córdoba – Badajoz), che è soggetto a una certa quantità di traffico, ma non molto in quanto non esiste una strada a doppia carreggiata alternativa. Dobbiamo comunque stare molto attenti soprattutto quando lo attraversiamo.

Un’altra delle caratteristiche del Cammino di Mozarabe (tra Granada e Cordoba) è la notevole distanza tra le città e conviene rifornirsi di acqua in quanto le fonti non abbondano e da alcune non sempre fluisce l’acqua.

Dobbiamo evitare i mesi estivi per intraprendere questo cammino poiché in estate le temperature sono molto elevate e possono facilmente raggiungere i 40 gradi di temperatura ufficiale (all’ombra).

Il calore secco è un modo potente e silenzioso per disidratarsi, quindi anche a temperature moderate si dovrebbe portare abbastanza acqua. Si consiglia di bere spesso anche se non si ha sete ed evitare, almeno durante il cammino, bevande alcoliche. Naturalmente il cappello o cappello è essenziale in questo modo.

Attualmente il cammino mozarabico è poco frequentato e la segnaletica è stata da poco implementata.

Il cammino di Mozarabe è fattibile anche in bici dal momento che la maggior parte dell’itinerario avanza lungo comodi sentieri sterrati o asfaltati, senza dislivelli significativi se non per la salita a Moclín e la successiva discesa. Negli unici luoghi in cui i ciclisti possono avere qualche difficoltà è l’attraversamento di un fiume o torrente.

In molti tratti, il Cammino mozarabico segue lo stesso percorso del “Cammino del Califfato”, la cui segnaletica è fatta con pali di legno. Si tratta di un percorso da Cordoba a Granada per escursionisti e ciclisti, che mira a far conoscere l’eredità storica e culturale musulmana delle località di passaggio.

Tappe del cammino de Mozárabe da Almerìa

1^ tappa: Almería - Santa Fé de Mondújar 25 km

Iniziamo il Cammino nel cuore del centro storico della città di Almerìa, ai piedi dell’Alcazaba e davanti alla Porta della Cattedrale-fortezza.

Lasciamo dietro strade e piazze piene di gioia e colore: Lope de Vega, Las Tiendas Street, Iglesia de Santiago, Puerta Purchena, Murcia Street, Rambla Amatisteros, Carretera de Granada, fino a quando salutiamo la città con la freccia monolitica della “redonda” di Torrecárdenas.

Sempre di fronte si entra in Huércal de Almería fino alla stazione ferroviaria che ci ricorda lo splendore del passato minerario del paese.

Camminiamo lungo la Calle Real fino al Camino Real de Pechina che ci porterà al fiume Andarax.

Già lungo il fiume, la Rambla de Pechina definisce la strada verso questo importante nucleo, origine di civiltà come Bayyana. Dopo aver attraversato il nucleo urbano scendiamo nuovamente al fiume e passato il Ponte di Rioja, il Cammino della Duenda ci entra nel comune di Rioja.

2^ tappa: Santa Fé de Mondújar - Albolduy 15 km

Iniziamo questa tappa ai piedi della Torre Nazarí di Santa Fé de Mondújar, e dobbiamo salire verso l’imponente ponte ferroviario in ferro attribuito a Gustavo Eiffel.

Incoronata la parte superiore, diverse frecce gialle e capesante ci porteranno nel cuore della Sierra de los Filabres.

Le frecce ci guideranno tra pinete, ginestre e Albaidas alla ricerca verso il paese Alhabia: bianco villaggio alpujarreño che unisce il Cammino con un fiume e aranceti.

Nel nostro percorso attraverseremo i comuni di Alhabia, Alsodux, Santa Cruz de Marchena e Alboloduy. Questo comune di fine tappa, uno dei più ricchi della regione in termini di patrimonio storico, ha anche un accogliente ostello per i pellegrini.

3^ tappa: Albolduy - Abla 27 km

Lasciando Alboloduy, continueremo a monte di 2,7 km. fino ad una zona dove l’abbondante vegetazione impedisce di seguire il suo corso.

Prendiamo un sentiero ripido che risale il pendio medio della nostra destra per raggiungere la strada, che seguiamo con l’aiuto di indicazioni per il Llano del Campillo.

Pochi metri dietro l’Aljibe, troviamo il sentiero sulla destra, che ci riporterà al fiume, per raggiungere il comune di Nacimiento attraverso un tunnel naturale di canne provenienti dal Parco Naturale di Sierra Nevada.

4^ tappa: Abla - Huéneja 26 km

Abla, uno dei comuni dove le diverse fasi preistoriche e storiche sono meglio rappresentate attraverso i suoi resti archeologici, accoglie i pellegrini al mausoleo romano.

Dopo una semplice passeggiata nel tessuto urbano, il percorso offre dal Paseo, una magnifica vista panoramica su Sierra Nevada e sulla vicina città di Abrucena.

Continuiamo lungo il sentiero che attraversa il fiume Nacimiento per raggiungere il Camino Real, una vecchia via di comunicazione che per secoli è stata utilizzata da persone, truppe, merci, ecc. che circolava tra Granada e Almería e che ha sviluppato molteplici servizi e vendite per mulattieri e cavalieri.

Ancora una volta arriveremo al fiume e continueremo a salire fino alla città di Fiñana, dove nel 1489 i Re Cattolici passarono la notte nella loro cittadella per la conquista del regno di Granada.

Degni di nota sono anche Fiñana, la sua cisterna e la sua moschea Almohad.

Risalendo la Calle Real, nella piazza della chiesa, girare a destra e cercare la discesa verso la Rambla de Almería per continuare lungo il suddetto sentiero storico, che ci porterà a Venta Ratonera.

Dopo aver passato questa città, attraversiamo una freccia monolitica che saluta il pellegrino della provincia di Almería e segna la strada da seguire verso Huertezuelas e Huéneja nella provincia di Granadina.

5^ tappa: Huéneja – Alquife 21 km

Ingresso nella Provincia di Granada.

Partiamo in direzione Dólar passando sopra il ponte della strada e vicino all’eremo di La Presentación. Quando si raggiungono le aie, girare a destra tra di esse per continuare parallelamente alla strada. Senza raggiungere la strada a doppia carreggiata, una stradina che passa sopra il distributore di benzina ci porta ad una recinzione metallica, dalla cui porta si apre la corsia che conduce a Dólar, con il suo semplice castello, la sua suggestiva chiesa e interessanti bagni arabi. Dall’alto si riconosce il radicale cambiamento di funzione dell’impressionante pianura del Marquesado del Zenete (il vecchio fondo del lago intramontano generato durante il ripiegamento alpino e prosciugato dall’apertura dei fiumi Fardes e Guadiana Menor) che è passato da una dispensa di cereali a un generatore di elettricità attraverso i suoi campi eolici, il suo impianto fotovoltaico e la sua grande centrale solare termica.

Dall’eremo di San Andrés, c’è una strada che, dopo aver lasciato una deviazione sulla destra, prosegue dritto verso ovest alla ricerca della città di Ferreira, nella cui cittadella si trova il Centro di Interpretazione di Architettura Araba. Sulla strada per La Calahorra attraversiamo la strada per Puerto de La Ragua, per proseguire lungo una corsia che ci conduce a questa città, con un incomparabile castello rinascimentale. La strada diritta ci porta ad Alquife, una città con un forte passato minerario dove si trova il più grande open cut dell’Andalusia. Il minerale di ferro è stato estratto da un proprio ramo della ferrovia Linares – Almería fino a quest’ultima città. Dopo la chiusura negli anni ’90, sono in corso i lavori per la sua riapertura a causa dell’aumento del prezzo del minerale.

6^ tappa: Alquife – Guadix 22 km

Partendo verso Jérez apprezziamo la massa del Picón de Jérez, i “3000 metri” più orientali della Sierra Nevada. A 1 km la strada attraversa il ponte della Rambla de Lanteira. Appena si passa, la strada che porta a Jérez del Marquesado dopo aver attraversato il fiume Guadix esce a destra (e subito a sinistra). Prendiamo la strada di Guadix e a 2,5 km, lascia a sinistra la strada che porta a Cogollos de Guadix, dove si sottolinea la sua apprezzabile cisterna medievale. Prendere la via San Gregorio in direzione dell’omonimo eremo che lasciamo sulla sinistra. Seguendo il fronte, circa 2 km, la strada scende per lasciare alle spalle l’immenso Marquesado e aprire davanti a noi il secondo paesaggio caratteristico della regione di Guadix: i calanchi del Bad-Land, generato dal progressivo smantellamento del fondo del vecchio lago. Raggiunto il burrone, scenderemo lungo di esso per circa 200 m per raggiungere un’altra strada che continua la discesa verso Guadix.

Entriamo a Guadix attraverso la via Torremolinos . lasciando alla nostra sinistra uno dei caratteristici tejares che, approfittando delle le argille delle terre cattive, si sono materializzate l’antica industria della ceramica della regione. Proseguendo sul fronte attraverseremo una delle quartieri tradizionali delle grotte di passaggio del tuo Centro d’Interpretazione. Scendendo lungo la via Cañada de los Perales y la Carrera. delle Croci, passeremo l’Alcazaba vicino alla fino a raggiungere la Chiesa di Santiago. Infine, le strade Ancha e Pedro Antonio de Alarcón ci porterà alla Cattedrale.

7^ tappa: Guadix - La Peza 20 km

Abbiamo lasciato Guadix attraverso le vie Granada, Cañaveral e Carretera de Paulenca, un piccolo paese verso il quale ci siamo diretti. Arrivando al la confinava con la base a ovest. 40 metri dopo una “rotondilla” triangolare, con il suo alberello, scende, alla a sinistra, un binario che ci permetterà di risalire per portarci a Marchal. Quando si arriva ad un incrocio a U giriamo a destra fino a quando l’accesso di nuovo alle pianure del vecchio fondo lago. Immediatamente prenderemo a destra una pista che ci porterà in discesa da il letto del lussureggiante Zamar Wadi.

Llegando al río Alhama descenderemos por el mismo unos 200 m para, cruzando la carretera, llegar a Marchal, cuyas soberbias cárcavas han sido declaradas Monumento Natural como representativas de este paisaje. Tras cruzar Marchal saldremos a la rambla Alboroz (que lo bordea por el sur) para tomarla en ascenso durante 1.300 m hasta la ramblilla de la Cañada del Carril. Subiendo por la misma (a tan solo 450 m de la rambla Alboroz) sale en ascenso, en oblicuo a la derecha, el camino que nos lleva a la carreterilla de La Peza que tomaremos a la izquierda. Una alternativa algo más larga y menos agreste consiste en salir de Marchal por el norte siguiendo la base de las cárcavas, para llegar a los Baños de Graena. En ambos casos seguiremos la carretera histórica de La Peza, sin tomar el cruce a la derecha que sigue una ruta con mucho más tráfico y más fea. Finalmente llegaremos al mirador desde el cual podremos apreciar, a vista de pájaro, nuestro destino.

 

8^ tappa: La Peza – Quéntar 23 km

Passando accanto alla chiesa e dietro la fontana di Caños Gordos si sale al castello. Poco dopo averla superata, la pista per Quéntar esce sulla destra. In caso di tempo nevoso, solo gli escursionisti esperti e ben attrezzati saranno in grado di utilizzare questa opzione. Un’alternativa più bassa parte poco prima di raggiungere il castello in direzione ovest, per raggiungere la strada per Quéntar. Sulla pista alta, a 2,5 km di distanza, si arriva ad un incrocio che si prende a destra per scendere alla strada. Sull’orlo attraverseremo la gola di La Gitana con il suo caratteristico paesaggio rovinoso di dolomiti. Appare rapidamente parallelo alla strada un piccolo sentiero che, circa 300 m dopo aver superato il passo di Blancares, se ne stacca per raggiungere il Tocón de Quéntar. Con la neve, gli inesperti dovrebbero usare la strada per arrivare a Quéntar. In inverno non si dovrebbe lasciare Tocón dopo le 14:00.

Seguendo la strada, a soli 0,5 km, c’è un pistillo sulla destra, attraverso i tratti calvi della collina, che sale alla pista che prenderemo a sinistra. Continueremo verso la parte anteriore 4 km fino ad arrivare a Puerto Blanco, un incrocio che prenderemo a sinistra per arrivare alla grande cava abbandonata dell’Unica. Se la notte viene buttato fuori, possiamo usare le loro case abbandonate come rifugio. Dall’estremità meridionale della cava, la strada che ci porterà alla casa colonica di La Plata scende diritta. Da qui, scenderemo altri 2 km fino a raggiungere una deviazione a destra (dove si trova un grande recinto di bestiame) che ci porterà a Quéntar.

 

8^ tappa: Quéntar – Granada 20 km

Dalla Plaza de Quéntar scenderemo fino al fiume per prendere il sentiero che ci porterà alla strada, che seguiamo fino a Dúdar. Dall’estremità inferiore del paese c’è un sentiero sulla destra, in salita, che passerà attraverso l’uscita dell’imponente sifone del Canal des Français. Un’opera titanica eseguita alla fine del XIX secolo da ingegneri di questa nazionalità, per portare l’acqua alle miniere d’oro del fiume Darro. Vicino alla parte più alta del lungo pendio c’è un sentiero sulla destra con un cancello (con un diritto di precedenza) che scende al fiume Belén. Dopo aver superato la casa colonica Belén, il sentiero attraversa nuovamente il fiume per tornare alla traccia della collina. Una volta arrivati a questo, dopo mezzo km arriveremo ad un incrocio. Attraversando a destra la soglia del Canal des Français, saliremo subito a sinistra lungo un sentiero che ci condurrà alla Dehesa del Generalife. Cammineremo lungo il Llano, sul suo bordo settentrionale che domina il fiume Darro, fino a vedere il quartiere del Sacromonte e la sua abbazia in fondo alla valle.

Nella nostra discesa passeremo davanti all’Aljibe de la Lluvia e, attraversando la sua piazza, continueremo a costeggiare l’altipiano fino a raggiungere la Silla del Moro, una fortezza che proteggeva l’accesso all’Alhambra. Da lì scenderemo verso l’ingresso est dell’Alhambra. Proponiamo di scendere a Granada dal versante cinese che parte dal ristorante La Mimbre, tra l’Alhambra e il Generalife, per arrivare al Paseo de los Tristes. Da qui la spettacolare Carrera del Darro ci porterà a Plaza Nueva.

9^ tappa: Granada - Pinos Puente 19 km

Lasciamo Granada dopo la rotonda Plaza de Europa sulla destra e seguendo le frecce. Alla terza uscita c’è un parco vicino alla linea ferroviaria. Alla fine di questo parco troviamo un pass aereo del treno, e una volta scesi svoltiamo a destra in direzione Maracena. L’accesso avviene attraverso il Cerrillo de Maracena, proseguendo lungo la strada di fronte al parco, da cui siamo arrivati, lasciandoci alle spalle Maracena; continueremo lungo il marciapiede di questa strada per circa 500 m, continuando su una strada sterrata per altri 1.100 m, ritornando all’asfalto e passando dopo il parco “La Higueruela” arriveremo ad Atarfe.
Circondate il parco sulla sinistra e troverete una rotonda e un monumento a La Libertad. Abbiamo cercato la via Alfonso Bailón, accedendo alla Piazza del Comune. Continueremo a sinistra per la strada Real, collegandoci con il viale della Stazione, trovando una rotonda. A questo punto, girare a destra in Aragón Street. Alla periferia si trova un’altra rotonda e l’arena. Sotto la A-92 seguiamo una strada asfaltata chiamata “Las Monjas”, che ci porterà all’incrocio della strada di Cordoba, che attraverseremo con cautela. Con cura attraverseremo alcuni binari ferroviari, collegandoci con la strada per Fuente Vaqueros. Dopo circa 20 m, girare a destra e seguire la strada asfaltata per circa 300 m. All’uscita di una curva, a sinistra, prenderemo una strada sterrata, parallela ai binari della ferrovia, che manterremo per circa 1.600 m, attraversando nuovamente i binari della ferrovia e da un’altra strada sterrata di circa 100 m per arrivare all’ostello per pellegrini gestito da Los Esclavos de María y de los Pobres, fino alla periferia di Pinos Puente. Inoltre, questo comune dispone anche di un ostello comunale per i pellegrini.

11^ tappa: Pinos Puente - Moclín (16 km)

Lasciamo Granada dopo la rotonda Plaza de Europa sulla destra e seguendo le frecce. Alla terza uscita c’è un parco vicino alla linea ferroviaria. Alla fine di questo parco troviamo un pass aereo del treno, e una volta scesi svoltiamo a destra in direzione Maracena. L’accesso avviene attraverso il Cerrillo de Maracena, proseguendo lungo la strada di fronte al parco, da cui siamo arrivati, lasciandoci alle spalle Maracena; continueremo lungo il marciapiede di questa strada per circa 500 m, continuando su una strada sterrata per altri 1.100 m, ritornando all’asfalto e passando dopo il parco “La Higueruela” arriveremo ad Atarfe.
Abbiamo camminato dall’ostello dei pellegrini gestito dai Fratelli Schiavi di Maria e dei Poveri. Attraversiamo con molta cautela la strada di Cordoba e passiamo un sentiero che ci porta ad una rotatoria dove inizia il paese di Pinos Puente. Abbiamo anche potuto pernottare nell’ostello comunale, situato in un luogo fantastico, circondato da alcuni dei luoghi più belli conosciuti come El Plantel, alla periferia del comune, ma non lontano dal centro città. Dopo aver attraversato il Puente de la Virgen (Ponte della Vergine) cercheremo la Calle Real fino a raggiungere la Plaza de la Iglesia. Poi girare a destra in direzione di calle Ancha e dopo una rotonda di fronte a voi prendere il Camino de Caparacena. Dopo circa 300 m seguiamo sulla sinistra la “Colada de Caparacena”, un’ampia strada sterrata (Camino de los Almirantes). Proseguire fino a raggiungere un altro incrocio dove si gira a sinistra, proseguendo fino a un altro incrocio dove si gira a destra arrivando all’incrocio della GR-3413 tra Colomera e Los Olivares. Attraversiamo la strada e proseguiamo lungo un’altra strada secondaria per trovare le fattorie “Los Berbes”. Lasciateli da parte e girate a sinistra in una corsia che conduce al quartiere di “Los Berbes Altos” che vi porterà a Los Olivares. Da Los Olivares a Moclín si attraversa il fiume Velillos con un ponte che termina davanti al bar “Los Martínez”, in via Rafael Alberti. Proseguire lungo questa strada e girare a sinistra in via Iglesia. Raggiungiamo una strada stretta che conduce all’Hotel Don Curro. C’è un cartello di legno con due direzioni: di fronte, per Moclín, (2,7 km) e sulla destra per “Pasarela” (2 km). Continuiamo fino alla fine di alcuni chalet, girando a sinistra su una strada sterrata la cui salita ci porta al sentiero che ci condurrà al paese di Moclín.

11^ tappa: Pinos Puente - Moclín 15,3 km (Alternativa Bucor)

Come nell’itinerario principale si passa accanto al Puente de la Virgen in direzione della Calle Real. Tuttavia, in questo percorso alternativo si attraversa l’intera città. Passando un distributore di benzina c’è una rotatoria da cui ci dirigiamo verso la strada Pintor de la Rosa che termina nella strada che va verso Los Olivares e Moclín. Seguendolo, a pochi metri prendiamo il sentiero sulla sinistra, chiamato Tesorillo, che termina al fiume Velillos. Attraversiamo questo fiume attraverso un ponte sulla vecchia strada per Cordoba (con cautela, dato l’intenso traffico e la mancanza di spalla dura). Una volta attraversato il ponte troviamo sulla destra una casa colonica e una corsia (proprietà privata) di terreno che corre tra un canale di irrigazione a sinistra e il fiume Velillos a destra. Questa corsia sta gradualmente sfumando a causa della mancanza di traffico e dell’abbondante vegetazione. A circa 1.900 m, c’è una piccola diga che disegneremo a sinistra, su alcune rocce. Continuiamo lungo una corsia sempre vicino al letto del fiume, fino a trovare il “Cortijo de Búcor”. Per arrivare a questa casa colonica, guadagniamo il fiume con cautela, poiché trasporta una notevole quantità d’acqua. Attraversare questa fattoria e seguire gli oliveti lungo il sentiero centrale che conduce alla strada degli Olivares, che attraversiamo per prendere una strada sterrata sulla destra. Attraversiamo un burrone e, proseguendo lungo il sentiero, arriviamo a qualche terreno olivicolo che dobbiamo attraversare per poi trovare sulla nostra destra un ripido pendio che ci porta ad un’altra corsia che non lasceremo fino a raggiungere il villaggio di Olivares. Da Los Olivares a Moclín seguiamo lo stesso itinerario del tratto principale.

12^ tappa: Moclín - Alcalá Real 21,8 km

Desde la Plaza de España iremos por la calle Real y la calle Eras, hasta salir de Moclín. Pasando junto al Centro de Interpretación Comarcal descendemos unos 700 m y llegamos a la Fuente de Malalmuerzo. En este punto dejamos el asfalto y continuamos por un carril de tierra que conduce a la carretera. Giraremos a la izquierda, extremando la precaución durante los 2 km de recorrido antes de enlazar con la N-432. La cruzamos y nos dirigimos hacia la derecha caminando por el arcén izquierdo, unos 200 m, desvío a la izquierda por la cañada real “Cordel de la Gallina”. Ascendemos 400 m hasta el “Coto de los Pedernales”. Seguimos por un carril hasta llegar a un hito. Debemos continuar entre los olivos pero lo más cercano a una barranquera que nos queda a la izquierda, llegando a un nuevo carril seguiremos a la izquierda, y tras una subida enlazaremos con un camino particular accediendo al cortijo “Cañada Alta”. Continuamos hacia la derecha, nuevamente a la N-432, junto a la Cooperativa Aceitera San Antonio. Seguimos por el arcén izquierdo durante 1 km, para desviarnos a la izquierda por un camino que lleva a Ermita Nueva. Abandonamos la aldea descendiendo y recto, cruzando el arroyo Palancares, seguimos por el Paseo de los Almendrales llegando a la N-432. Continuamos por el arcén izquierdo hasta llegar a unas ruinas, en cuyo punto cruzaremos la carretera y nos desviamos por un camino a la derecha. Continuando nos encontramos con una casa a la derecha, y una alberca a la izquierda. Lo seguimos y a unos 150 m dejamos éste y tomamos otro a la izquierda. Tras un arroyo veremos una cruz blanca. Seguimos nuestro camino por un carril que atraviesa por un puente la carretera. Ascendiendo llegamos a las inmediaciones de Alcalá Real.

13^ tappa: Alcalá la Real – Alcaudete 23,7 Km

Partiamo da Plz. Pablo de Rojas, abbiamo passato da Palacio Abacial (punto di informazione per il pellegrino), continuando attraverso la corsa Mercedes, fino a Tejuela Street. Lasciamo la città di Mota per la strada Camino Nuevo per collegarci con il “Cordel de Córdoba a Guadix”. A 1,5 km troviamo un piccolo ponte medievale che attraversa un ruscello e segue la vecchia strada che dopo 3 km arriviamo al paese di Puertollano. Proseguire lungo la “Vereda de Granada” parallela alla destra della N-432. Seguiamo questo percorso quasi 4 km., troveremo un passaggio sotterraneo, in condizioni non molto buone in caso di pioggia, che ci permette di attraversare la strada a sinistra e seguire il sentiero fino a quasi raggiungere Ventas del Carrizal. Entriamo in questa frazione attraversando la strada nazionale, quindi saremo cauti. Il Centro di Servizi Sociali è un punto di informazione. Prendiamo la via La Fuente e scendiamo verso il Río S. Juan, attraversiamo il ponte e giriamo subito a sinistra, per continuare lungo la “Cañada Real de Fuente Amuña” (Fontana Reale di Fuente Amuña). Proseguiamo dritto verso Alcaudete, entriamo passando per Fuente Amuña. Scendiamo la strada asfaltata per circa 600 m., giriamo a sinistra e arriviamo al Santuario di La Fuensanta, scendiamo attraverso il parco e usciamo a sinistra, alla rotonda saliamo a destra per l’Avd. de Andalucía, fino alla Plz. del Ayuntamiento.

14^ tappa: Alcaudete - Baena 24,6 Km

Si parte dalla rotatoria dove si trova l’ospedale, proseguendo lungo la N-432 in direzione Córdoba. 2 km più tardi c’è una deviazione dal sentiero asfaltato lungo un sentiero tra l’oliveto. Questo sentiero conduce alle rovine di due fattorie, Tejera Baja e Alta. Sarà necessario essere attenti a continuare di fronte perché l’uliveto ha fatto scomparire il modo. Poco dopo proseguiamo lungo un altro sentiero a destra perpendicolare a quello che portiamo, che, dopo aver attraversato un ruscello e risalendo più tardi, ci lascerà in un cortijo vicino alla strada nazionale. Abbiamo salito questo per salvare i fiumi Salado e San Juan. Più avanti, prendiamo una curva della strada, per salire fino a una casa colonica. Passando accanto ad esso e proseguendo attraverso l’oliveto, quando si raggiunge una tramoggia girare a destra, raggiungendo la laguna di Salobral. Attraverseremo la linea ferroviaria, che si chiamava “Treno dell’Olio”.
Immediatamente scenderemo verso un ruscello e usciremo di nuovo verso una strada stretta. Raggiunta una casa colonica, lasciate questa strada e seguite un sentiero a sinistra, sempre tra gli uliveti. A 1 km da questa deviazione abbiamo sulla destra una casa, “El Barranco”. Attraverseremo di nuovo un’altra strada, per continuare di fronte, ora in pista tra i campi di ulivi, arrivando fino ad un frantoio. Più tardi passeremo sopra la N-432, per entrare nella città accanto alla cooperativa di olivi “Nuestra Señora de Guadalupe”.

15^ tappa: Etapa Baena – Castro Del Río (20 km)

Prendendo la strada che porta a Cañete de las Torres, presso la Cooperativa di Gesù Nazareno ci dirigiamo ora verso il fiume Guadajoz. Lasciare prima sulla destra una stradina per Fuentidueña e poi passare sotto il nuovo percorso della N-432, lasciando sulla destra un’altra deviazione per Las Ermiticas. Poco dopo giriamo a destra lungo un sentiero tra dolci colline di uliveti, compagni di strada per tanti chilometri. Ripartiamo per la strada, seguendola fino al ponte Maturra, attraversando il fiume Guadajoz. Giriamo a sinistra, seguendo una stretta strada dedicata principalmente a scopi agricoli. Ora ci sono campi di cereali, prati e alcuni alberi di eucalipto. I numerosi meandri che il fiume forma lo avvicinerà a noi a volte e lontano da noi altre volte. Senza mai lasciare la strada, siamo entrati nel Castro del Río in mezzo a fertili frutteti. La città si estende docilmente fino al bordo del Guadajoz. Il suo quartiere della Villa, dove si trovano le prime mura romane e poi musulmane, ci racconta dell’eccellente posizione strategica che occupava la città. Molto interessante è la Chiesa dell’Assunta (XV secolo) con la sua torre fortificata, così come le chiese di Madre de Dios e di Gesù Nazareno. In via Colegio si trova l’ostello comunale.

16^ tappa: Castro Del Río – Córdoba 39 km

La tappa inizia dalla caserma della Guardia Civil e dalla strada per la Polonia, o Cordoba. Durante la salita, il sentiero passa attraverso gli ulivi, per poi lasciare sulla sinistra la strada che porta a Bujalance. Dopo 5,5 km dall’uscita si raggiunge un incrocio. Prendiamo quello a sinistra, in direzione Córdoba. Proseguendo lungo di esso, a volte lungo il vecchio percorso, il fiume Guadajoz si raggiunge nuovamente nella casa colonica Cubas. Continuiamo lungo la stessa riva destra fino all’altezza della collina di Ategua (fattorie del Castillejo de Teba) con le rovine della storica città romana sulla sua sommità. Attraversiamo la stretta strada e pochi metri più avanti su un sentiero, fino a raggiungere un piccolo ponte sul torrente Fontalba e i resti di una strada romana che ci ricordano che la strada che univa le terre di Córdoba con quelle di Jaén e Granada attraverso la campagna che qui correva. Lasciando da parte i sentieri che emergono a destra o a sinistra, continueremo sempre dritto. Faremo la stessa cosa all’incrocio di una strada che sulla sinistra conduce al paese di Santa Cruz, a circa 6 km di distanza. Con solo pochi chilometri da percorrere, si può vedere la città di Cordoba. Seguendo la segnaletica delle piastrelle, si raggiunge il fiume Guadalquivir, lo si attraversa attraverso il ponte romano e i pellegrini arrivano alla Moschea (alla biglietteria timbrano le loro credenziali).

16^ tappa: Castro del Río - Córdoba (Alternativa per Espejo y Santa Cruz-Tramo I) 9 km

Para salir de Castro del Río desde el Albergue, dirigirse a Plaza de la Iglesia y Calle del Agujero. Tomar a la izquierda por la calle Juan Víctor y a la derecha por la calle Córdoba, hasta la calle Caldereros para torcer por la Avenida de la Diputación hasta el Cuartel de la Guardia Civil. En las proximidades, el camino se bifurca: hacia la derecha ruta directa a Córdoba (39 Km). Nos dirigimos a la izquierda buscando el puente sobre el Río Guadajoz, lo atravesamos y continuamos por la carretera N 432 unos 3 km. Pasada una gasolinera, giramos a la derecha por un camino bien señalizado, cruzamos por un paso inferior la carretera de Bujalance y llegamos al Camino de Espejo, que no abandonaremos hasta llegar a esta bella localidad, en la que resalta su Castillo medieval. El Albergue municipal se encuentra en calle Glodobaldo Gracia nº 56

16^ tappa: Castro del Río - Córdoba (Alternativa por Espejo y Santa Cruz-Tramo II) 12 Km

Dal municipio, lungo via Julio César e via Cuesta de la Harina si arriva alla strada di Montefrío. Proseguire lungo questo sentiero, lasciando sulla sinistra la strada e il ponte romano di La Pontanilla. Proseguire per altri 5 km fino a una stradina a sinistra per 900 metri, poi girare a destra in prossimità di una linea ad alta tensione. Un km più avanti, lasciamo il Pozzo di Harinillas sulla nostra sinistra, e dopo 2 km arriviamo alla strada N-432. Dopo aver attraversato il ponte sul fiume Guadajoz, prendere un sentiero a destra che viene da sotto il ponte e dopo 700 metri diventa via Espejo, già a Santa Cruz.

16^ tappa:Castro del Río - Córdoba (Alternativa por Espejo y Santa Cruz-Tramo III) 26,5 Km

Lasciamo Santa Cruz attraverso il cimitero, percorrendo la stretta strada CP-113 che corre tra campi e colline di uliveti e case coloniche ad uso agricolo (quelle di Valdepeñas) e più avanti con l’Arroyo del Jaco alla nostra destra. Dopo quasi 6 km arriviamo ad una strada che attraversa questa strada asfaltata da sinistra a destra. Qui uniamo la nostra tappa con la strada a destra da Castro del Río che va direttamente a Córdoba, quindi continuiamo a sinistra, direzione ovest. A 1,5 km, un ponte romano nascosto tra i canneti sulla nostra destra sorge nel torrente Trinidades. La strada si snoda tra campi di cereali e girasoli, a volte in pianura e a volte su terreni ondulati. A pochi chilometri di distanza, la città di Córdoba si apre davanti ai nostri occhi sulle pendici della Sierra Morena. Nelle prime vie della città, e seguendo i cartelli con capesante e freccia gialla, si raggiunge il fiume Guadalquivir, attraversandolo attraverso il ponte romano, i pellegrini che raggiungono la Moschea, gioiello dell’arte musulmana in Spagna. Seguendo le indicazioni giacobiane, ci avvicineremo alla Parrocchia di Santiago, dove il parroco ha abilitato un registro dei pellegrini oltre a timbrare la credenziale.

17^ tappa: Córdoba – Cerro Muriano 16,6 Km

Si parte dalla Parrocchia dell’Apostolo Santiago, e seguendo fino al termine del casco urbano la segnaletica jacobea. Raggiunto il ponte romano molto restaurato sul torrente Pedroches, sul quale passiamo, lasciamo sulla sinistra una costruzione in rovina, il Molino de los Ciegos, e continuiamo su un sentiero sulla nostra destra fino a raggiungere l’asfalto e passare sotto la variante della strada N-432 (ultima piastrella indicativa), con la linea ferroviaria ad alta velocità sulla nostra destra. Poco dopo, e in una curva a destra, lasceremo questa stretta pista asfaltata per continuare lungo un sentiero a sinistra, accanto a una linea elettrica, verso una recinzione in mattoni, attraversando prima del Canal del Guadalmellato. Confiniamo questo appezzamento vicino a una delle sue mura, lasciandolo alla nostra destra, e saliamo su una piccola collina in linea retta. Seguendo uno dei sentieri che si aprono davanti a noi, arriveremo ad una strada sterrata, che prenderemo a sinistra, attraversando il nastro trasportatore di pietra dalla vicina cava e avendo la N-432 sulla sinistra. Girare a destra e camminare tra pini ed eucalipto. Da qui al Cerro Muriano seguiamo interamente la Cañada Real Soriana, erede della strada romana Corduba-Emerita, e oggi segnalata, oltre al Cammino mozarabico, come sentiero GR-40. L’arrivo al Cerro Muriano si effettua in leggera discesa. Non lasceremo questa località senza prima entrare nel Bar H (Casa Bruno) e apporre il timbro del pellegrino sulla credenziale. Può essere timbrato anche presso il Ristorante Los Pinares e il Centro di Sviluppo Rurale della Sierra Morena.

18^ tappa:Cerro Muriano – Villaharta 20,5 Km

Desde la parroquia de Santa Bárbara, salimos de Cerro Muriano por la acera derecha de la N-432. Pronto nos separaremos de ésta frente al cuartel de la Guardia Civil para caminar a lo largo de la Barriada del Campamento. Al cabo de 6 km desde el paso bajo la carretera nueva, marchando paralelos al trazado antiguo, alcanzamos el pequeño núcleo de población de El Vacar. Siempre caminando con la carretera de acceso a El Vacar a nuestra derecha, el camino que traemos alcanza la pista de servicio de la carretera nacional, por la que marcharemos hasta llegar a la Cuesta de la Matanza 4,5 km. Comenzando el descenso por la antigua carretera, a la derecha surge enseguida un camino señalizado con placas del Camino Mozárabe. En 1,5 km llegaremos hasta la carretera N-432, para pasar por bajo de ésta, también con señalización jacobea. Nos incorporaremos a la pista terriza que se dirige a la derecha hacia Pedrique. En otros 500 m, antes de dar con la carretera (donde veremos el Restaurante “Santa Elisa”, que tiene las llaves de las dos fuentes de aguas ferruginosas que hemos pasado anteriormente) que en ascenso se dirige hasta el pueblo, tomamos un senderito a la derecha, señalizado como GR. Poco después de pasar junto a una casa a nuestra izquierda, cruzamos ahora la carretera y de frente seguimos por un camino entre unas rocas. Al cabo de 2 km habremos finalizado la etapa.

19^ tappa: Villaharta – Alcaracejos 35,2 Km

De Villaharta por la carretera comarcal a Pozoblanco. Continuamos por el GR-48 y Cañada Real, cruzando después el Arroyo de las Serranas, volviendo a la carretera. Por camino terrizo, comienza un descenso al Río Guadalbarbo. Antes, pasados unos 500 m, la Casa de Los Narváez, seguiremos el ramal de la derecha de una bifurcación del camino. Cruzado el río (en épocas muy lluviosas, descalzarse o bien caminar unos 200 m aguas arriba para atravesarlo por una pasarela) y pasando entre el Cortijo del Paguillo, a 2 km se alcanza una pista que tomaremos hacia la izquierda. Tras 4,5 km se cruza por un puente el Arroyo Lorito. Un camino con cancela que lleva hasta el puerto sale a nuestra izquierda siguiendo por la derecha. A 3,5 km después estaremos a la altura del puerto, al que se puede acceder por un camino que surge a nuestra izquierda. Seguiremos de frente, junto a la alambrada de la derecha. En algo menos de 2,5 km se llega a una pista, que cruzamos, y seguimos de frente por la Cañada Soriana. Llegados al Cortijo de la Hoyariza (grifo con agua potable), en una bifurcación del camino tomaremos el ramal de la derecha. Descendiendo 1 km nos deja en el cauce del Río Cuzna, que, como el Guadalbarbo, sólo es problemático en temporadas lluviosas. Pasado el río, seguimos la cañada junto a la alambrada. En un cruce de caminos a la altura de una cruz granítica, se abandona la Cañada Soriana y el sendero GR-48, que continúan a la derecha hacia Pozoblanco. Se gira a la izquierda por el camino de Alcaracejos. A la izquierda, en 2 km se alcanza una pequeña carretera. Seguimos por la izquierda, por la pista mencionada y sin dejarla nunca, con la señalización de hitos de granito.

20^ tappa: Alcaracejos – Hinojosa Del Duque 21,5 Km

Ad Alcaracejos, dall’incrocio prendiamo la strada per Córdoba (C/ Alférez Fernández Fernández Pérez). Quando si raggiunge l’altezza tra una casa in rovina (nº 20) e una navata (nº 22), girare a destra per prendere il sentiero con una recinzione di pietra su un lato e l’altro che conduce a Villanueva del Duque. Dopo aver superato un trasformatore elettrico prendere la strada di fronte a noi. In un incrocio di metri più tardi faremo lo stesso come nel precedente. A 4 km dall’uscita, entreremo a Villanueva del Duque attraverso la Cruz de la Fuente Vieja. A 1 km da Villanueva, c’è un bivio sulla sinistra, proseguire dritto. Più avanti, sulla sinistra, c’è un ruscello. A 2 km dal bivio di cui sopra, fare molta attenzione a non seguire la strada principale a destra, ma a seguirne un’altra sulla sinistra meno segnata che biforca il torrente Lanchar. In 3,5 km arriviamo a Fuente la Lancha. Seguiremo le indicazioni di piastrelle e frecce per lasciare la città. A 1,5 km si vince la strada, si segue la spalla dura a sinistra 200 m, fino a raggiungere l’altezza di un vecchio edificio, si attraversa e si prosegue verso la parte anteriore. Dopo un po’, prenderemo il ramo a sinistra. In 1,5 km a piedi accanto alla strada scenderemo fino al fiume Guadamatilla. Se ho avuto problemi a guadarlo, avremmo dovuto risalire la strada e tornare alla strada più tardi. L’area ricreativa dell’eremo della Virgen de Guía si trova a 7 km. Uscendo verso la strada, per 500 m si percorre la parte dura della strada e si prende la strada che esce a sinistra. Passando dietro alcuni capannoni industriali, in 3,5 km arriveremo a Hinojosa del Duque.

21^ tappa: Hinojosa del Duque – Monterrubio de La Serena 31,7 Km

Dalla piazza del Municipio, seguendo le piastrelle, si parte al chilometro 1 della A-3279. Dopo il km 2 prendere la strada a sinistra. Il torrente Dehesa de las Viñas si raggiunge in 2 km dalla deviazione. A quasi 1,5 km arriveremo ad un punto dove faremo particolare attenzione a non deviare dal nostro percorso. A quasi 2 km dall’Arroyo Cohete arriveremo ad una strada che a destra va a Belalcázar. Proseguendo dritto, cammina per 5 km. Dopo essere arrivato ad un’altra strada stretta, il pellegrino in bicicletta può continuare a percorrerla sulla destra fino ad incontrarne una più ampia e continuare sulla sinistra fino al paese di Monterrubio, attraversando il fiume Zújar dal ponte accanto all’eremo di Las Alcantarillas. Il pellegrino a piedi lo attraverserà per continuare dritto, prendendo sempre il sentiero a destra a due incroci consecutivi. Dopo 3 km dalla strada, si raggiunge la linea ferroviaria per Almorchón. Proseguendo dritto, sulla destra, accanto alla recinzione di filo metallico lungo un sentiero semidistrutto di circa 500 m, fino a raggiungere la strada principale, che seguiamo sulla destra, superando una casa, e camminare 2 km dopo la strada per la strada che da Belalcázar a Monterrubio accanto a una costruzione in rovina. Ci sono due opzioni per attraversare il fiume Zújar dal ponte fino all’eremo di Las Alcantarillas. Oppure continuare dritto attraversando il fiume da un guado naturale. Durante la stagione delle piogge potremmo essere costretti a continuare lungo la suddetta strada. Seguire la strada per Monterrubio (8 km). In alcune occasioni saremo in grado di camminare lungo alcuni sentieri che si trovano sulla sinistra. Alla fine arriviamo a Monterrubio de La Serena, il primo paese dell’Estremadura in cammino.

22^ tappa: Monterrubio de La Serena - Campanario 39,6 Km

Ingresso nella Provincia di Badajoz

L’inizio del percorso si snoda su una pista asfaltata. Terminato l’asfalto, attraverso una zona di case disseminate di piccoli frutteti, siamo arrivati a Castuera dopo 18 km da Monterrubio. Partendo dalla città lungo il Paseo de Santa Ana, Calle Zurbarán fino agli impianti del Salón del Ovino. Poi, uscendo in direzione Campanario, ma senza lasciare la strada, prendere a sinistra la Senda del Rey o il Ponte di Ferro, che coincide con il sentiero GR-115 fino a Campanario. Il Camino ci condurrà all’Arroyo Guadalefra al suo incrocio con la linea ferroviaria. Più avanti si passa davanti alla vecchia stazione di Quintana de La Serena. All’altezza di un pilastro, girare a destra, proseguendo lungo il GR. Per arrivare al paese di Campanario attraversiamo la strada EX-104 nel luogo conosciuto come “Las Iglesias caídas” per arrivare al quartiere Ermita e da qui scendiamo in Plaza de España dove si trovano il Municipio e la Chiesa Parrocchiale di Nuestra Señora de la Asunción.

23^ tappa: Campanario - Medellín 36,5 km

Uscendo dal centro sportivo Campanario, proseguire in direzione della stazione ferroviaria e dopo circa 200 m prendere la prima strada a destra della strada. Più avanti la strada attraversa la ferrovia attraverso un passaggio a livello sopraelevato. Poi, la strada passa davanti all’Ensemble Archeologico de “La Mata”. Dopo l’Arroyo del Torvisco, l’ampia pista gira a destra, per girare un po’ a sinistra, passando tra bocche di miniera abbandonate e arrivando ad una pista asfaltata. A Magacela si entra dal Barrio Sobrante del Berrocal. Attraversare la strada della stazione e iniziare la salita fino al municipio. Alla fine della Calle Constitución girare a sinistra e, seguendo il GR-115, il sentiero in discesa termina alla strada locale che conduce a La Haba. In questo momento i pellegrini percorreranno un tratto di strada per 2 km, al termine del quale svolteranno a sinistra lungo un sentiero che conduce ad un’altra strada. Ci saremo alla periferia di La Haba e avremo El Pantanillo di fronte a noi. Seguendo la strada cammineremo davanti alla piscina. Più avanti, davanti al vecchio edificio del Municipio, girare a sinistra. Seguire le indicazioni sulle frecce gialle fino a Plaza de España. L’uscita è vicino alla falegnameria Pajuelo e un brocale di granito. Si prosegue lungo un sentiero con campi di cereali. Lasciandoci alle spalle la regione di La Serena, entriamo a Las Vegas Altas del Guadiana. Per arrivare a Don Benito bisogna andare ad una rotatoria e da lì si segue il percorso segnalato dalle piastrelle del sentiero per arrivare alla Chiesa Parrocchiale di Santiago. Lasciandoci alle spalle Don Benito, proseguiamo su un sentiero rettilineo vicino alla strada per Medellín, che ci porta a questo paese.

24^ tappa: Medellín - San Pedro de Mérida 29,3 km

È divisa dal ponte sul Guadiana. All’uscita, prendere il sentiero sulla sinistra, “Cañada Real Leonesa”, che conduce ad una strada stretta. Seguire a sinistra, in direzione Yelbes. Camminando lungo questa strada, a poco più di 500 m di distanza, troviamo sulla destra un sentiero segnalato come “Cañada Real Leonesa”. Abbiamo due opzioni: seguirlo verso Santa Amalia o proseguire dritto verso Yelbes. Se scegliamo il primo, camminiamo accanto a due fossati per lato. Più avanti, la Cañada si separa sulla destra, che seguiamo. Passando tra le navi agricole, raggiungiamo Santa Amalia. In Calle Madroñero raggiungiamo Plaza de España, dove si trova il Municipio. Da qui seguire Calle La Reina. Quando finite, andate a destra su una strada tra le navi agricole e le colture. Quando ne raggiungeremo uno più largo, lo attraverseremo per andare al fiume Búrdalo, che si raggiunge dopo 2 km dal paese. In altri 2 km circa arriviamo fino al ponte della N-430 che attraversa il fiume. Da qui, con grande cautela, percorriamo circa 2 km lungo il bordo della strada. Partiremo alla nostra sinistra per una pista di servizio per arrivare quasi 2 km più tardi alla piccola popolazione di Torrefresneda. Da qui, percorreremo sempre la strada di servizio esistente accanto alla doppia carreggiata, prima a sinistra, poi a destra, di nuovo a sinistra e infine di nuovo a destra fino a San Pedro de Mérida. La sua origine sembra essere in una basilica visigota dove ora sorge la parrocchia. Da qui, e da Torrefresneda, ci sono 10 km.

24^ tappa: Medellín - San Pedro de Mérida (Alternativa por Yelbes) 25,8 km

È divisa dal ponte sul Guadiana. All’uscita, prendere il sentiero sulla sinistra, “Cañada Real Leonesa”, che conduce ad una strada stretta. Seguire a sinistra, in direzione Yelbes. Camminando lungo questa strada, a poco più di 500 m di distanza, troviamo un sentiero sulla destra segnalato come “Cañada Real Leonesa”. Abbiamo due opzioni: seguirlo verso Santa Amalia o proseguire dritto verso Yelbes. Se si sceglie di andare verso Yelbes, quando si raggiunge il paese si svolta a destra davanti alla chiesa, attraversando il canale di irrigazione e una stradina, proseguendo dritto su un sentiero tra i campi. Incontrando un altro fosso più avanti, proseguiamo a destra e poi a sinistra ad un bivio della strada. Ora non resta che proseguire dritto fino a raggiungere il fiume Búrdalo e girare a destra per raggiungere la strada e il ponte sul Búrdalo. Lì si unisce all’altro itinerario proveniente da Santa Amalia. Attraversare il ponte, con grande cautela, percorrere circa 2 km in prossimità del ponte. Partiremo sulla sinistra da una pista di servizio per arrivare quasi 2 km più tardi alla piccola città di Torrefresneda. Da qui, percorreremo sempre la strada di servizio esistente accanto alla doppia carreggiata, prima a sinistra, poi a destra, di nuovo a sinistra e infine di nuovo a destra fino a San Pedro de Mérida. La sua origine sembra essere in una basilica visigota dove ora sorge la parrocchia. Da qui, e da Torrefresneda, ci sono 10 km.

24^ tappa: San Pedro de Mérida - Mérida 16 Km

Partiamo da San Pedro passando per la caserma della Guardia Civil. Proseguendo dritto, una strada stretta conduce alla strada a doppia carreggiata, lungo la quale marceremo parallelamente ad essa e lo avremo sulla nostra sinistra. Non lasciando mai questa pista di servizio della superstrada, si arriva a Trujillanos in 7 km. Quando si raggiungono le prime case, è conveniente girare a destra e percorrere la via San Isidro per entrare nel paese e raggiungere la bella parrocchia della Santissima Trinità, costruita nel XVI secolo. Partiamo da questo paese, lasciando sulla destra il binario di servizio dell’autostrada, salvandolo dal cavalcavia. Scendendo, percorreremo solo pochi metri lungo la vecchia N-V, per prendere prima a sinistra e poi a destra un ampio sentiero, tra uliveti e campi che in 8 km ci lascerà a Merida vicino a una zona industriale. Dalla vicina Plaza Díaz Ambrona, dove si trova l’Eremo rinascimentale di Nostra Signora di Antigua, proseguiamo lungo Avenida Juan Carlos I, Avenida de Extremadura e Calle Santa Eulalia, fino all’omonima Basilica, di origine visigota, saliamo la Rambla de Santa Eulalia fino a raggiungere la Puerta de la Villa e da qui scendiamo a Plaza de España per continuare fino a Puente Romano e l’Alcazaba dove la strada incontra quella che proviene da Siviglia .

Da Mérida il camino de Mozarabe continua sul cammino Via de la Plata.

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