Aggiornato all’8 agosto 2026.
Si può partire per il Cammino di Santiago. Voli e traghetti tra Italia e Spagna operano regolarmente, nessuna autorità ha sconsigliato il viaggio. Dall’1 agosto l’Italia controlla i passeggeri in arrivo dalla Spagna, dall’8 agosto la Spagna fa lo stesso con chi arriva dall’Italia. Cambia una cosa sola, ma pesante: devi mettere in conto più tempo in aeroporto e avere con te la carta d’identità elettronica o il passaporto. La vecchia carta cartacea non basta più.
Cosa è successo, giorno per giorno
Tutto nasce a fine luglio dalla crisi migratoria di Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa. Decine di migliaia di persone hanno attraversato il confine con il Marocco, per poi rientrare nel giro di poche ore. Nessuna ha raggiunto l’Europa continentale.
Il 31 luglio il governo italiano ha annunciato la , operativa dall’1 agosto. La notifica alla Commissione europea indica una finestra che arriva all’1 settembre 2026.
Il 7 agosto Madrid ha chiesto a Roma di ritirare la misura. Palazzo Chigi ha risposto che non intende rivedere la decisione. Venerdì sera la Spagna ha applicato la reciprocità: , con misura dichiarata in vigore fino al 7 settembre.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che . Se salta quello, con ogni probabilità cade anche il contro-provvedimento spagnolo.
“Schengen sospeso” è un’espressione sbagliata
I titoli parlano di sospensione di Schengen. Tecnicamente non è così, ed è una distinzione che conta per capire cosa ti succede davvero al gate.
Il Codice frontiere Schengen — Regolamento (UE) 2016/399, articoli 25-28 — prevede che ogni Stato membro possa reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, previa notifica a Bruxelles. È uno strumento ordinario, già usato dall’Italia nel 2023 per la rotta balcanica e da diversi Paesi europei negli ultimi dieci anni.
. Non serve visto, non serve autorizzazione, non c’è nessun limite all’ingresso per i cittadini italiani. Quello che è cambiato è che il documento, che prima nessuno ti chiedeva dopo lo sbarco, ora te lo possono chiedere.
Un dettaglio geografico aiuta: Italia e Spagna non confinano via terra. , cioè i collegamenti diretti tra i due Paesi.
Chi viene controllato davvero
Sulla carta, i controlli italiani riguardano solo i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna: si verifica che abbiano i documenti per circolare nell’area Schengen. Il Viminale li ha definiti mirati e selettivi.
Nella pratica, come riportato da Il Post , le autorità aeroportuali e portuali stanno facendo verifiche a campione che possono toccare anche cittadini italiani ed europei. L’organizzazione varia da scalo a scalo: in alcuni aeroporti sono stati creati percorsi dedicati ai voli dalla Spagna, in altri il controllo avviene appena scesi dall’aereo.
Sul versante spagnolo si verificano identità e nazionalità dei passeggeri arrivati dall’Italia, e per i cittadini extra UE anche visto o permesso di soggiorno. I controlli sono attivi negli scali principali, Barcellona, Madrid e Siviglia compresi. Le cronache spagnole segnalano code, in pieno agosto.
La regola pratica per un pellegrino italiano: .
La novità del 3 agosto che riguarda tutti, controlli o no
Questa è la parte che rischia di fermarti sul serio, e non c’entra nulla con Ceuta.
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se sul documento è stampata una data di scadenza successiva. La misura attua il Regolamento (UE) 2019/1157, che impone documenti con zona a lettura ottica, ed è stata disciplinata in Italia dal decreto-legge 108 del 26 giugno 2026.
Per volare in Spagna o rientrare in Italia serve la carta d’identità elettronica (CIE) in corso di validità oppure il passaporto. Le compagnie aeree possono negare l’imbarco già al check-in a chi presenta un documento non conforme.
Il decreto 108/2026 prevede una via d’uscita per i casi di urgenza: fino al 31 dicembre 2027 il sindaco può rilasciare un documento provvisorio valido per l’espatrio. Come segnala Geopop , però, non tutti gli Stati esteri sono tenuti ad accettarlo. Meglio non arrivare all’ultimo giorno.
Se hai prenotato il Cammino mesi fa e in cassetto hai ancora la vecchia carta cartacea, questa è la telefonata da fare in anagrafe lunedì mattina.
Cosa cambia in base a come raggiungi il Cammino
Non tutti i pellegrini italiani arrivano in Spagna allo stesso modo. Ecco l’impatto reale scenario per scenario.
| Come arrivi | Sei interessato? | Cosa aspettarti |
|---|---|---|
| Volo diretto per Santiago de Compostela (Bergamo, Roma) | Sì | Verifica documenti all’arrivo, possibili code allo sbarco |
| Volo per Madrid, Barcellona, Bilbao, Siviglia | Sì | Controllo probabile in aeroporto; il proseguimento interno in bus o treno è libero |
| Traghetto per Barcellona (utile a chi porta la bici) | Sì | Controlli al porto di sbarco |
| Volo per Porto e Cammino portoghese | No | Il Portogallo non è coinvolto; l’ingresso in Spagna a piedi da Valença o Tui non ha controlli reintrodotti |
| Cammino francese da Saint-Jean-Pied-de-Port | Solo per il volo | Il valico dei Pirenei a piedi non è toccato dalle misure Italia-Spagna |
| Rientro Spagna → Italia | Sì | Controlli della polizia di frontiera italiana all’arrivo |
Se stai ancora decidendo lo scalo, la nostra guida su come raggiungere la Spagna in aereo riporta rotte e aeroporti utili per ogni punto di partenza del Cammino.
Rimborsi e cambi di destinazione: cosa non puoi chiedere
Qui conviene essere netti, perché in rete circola parecchia confusione.
a causa dei controlli. Le tutele su pacchetti turistici scattano quando le autorità competenti sconsigliano il viaggio in una determinata zona: né la Farnesina né le autorità spagnole hanno emesso allerte di viaggio, solo comunicazioni operative sui controlli documentali.
Restano invece pienamente valide le tutele ordinarie del Regolamento (CE) 261/2004 se il tuo volo viene cancellato o ritarda oltre le soglie previste, per qualunque causa.
Attenzione a un rischio molto concreto e poco discusso: la coda al controllo documenti in arrivo a Madrid o Barcellona verso Santiago, León o Pamplona, soprattutto se il biglietto è stato acquistato separatamente. In quel caso la compagnia non ti deve nulla.
Sei cose da fare prima di partire
- in corso di validità, e che copra tutta la durata del viaggio.
- Aggiungi almeno un’ora di margine sui trasferimenti, all’andata e soprattutto al ritorno.
- Se hai una coincidenza interna in Spagna, o compra un unico biglietto con la stessa compagnia.
- Porta il documento in tasca, non in fondo allo zaino imbarcato in stiva.
- Verifica la situazione dopo il 15 agosto, quando il governo italiano ha annunciato che valuterà la revoca.
- Se viaggi con compagni di cammino non comunitari, controlla che abbiano visto o permesso di soggiorno a portata di mano: su di loro i controlli sono sistematici.
Il Cammino, intanto, non si ferma
Vale la pena tenere le proporzioni. Nel primo semestre 2026 l’Ufficio del Pellegrino ha rilasciato , il 5% in più rispetto al 2025, anno che si era chiuso con il record assoluto di . Gli italiani sono la seconda nazionalità al mondo.
: gli albergue accolgono, la credenziale si timbra, la messa del pellegrino si celebra come sempre. Quello che è cambiato è mezz’ora di coda in aeroporto e la necessità di avere il documento giusto in tasca.
Il pellegrino medievale attraversava confini ben più ostili di questo. Un controllo documenti a Barajas si può sopportare.
Domande frequenti
Schengen è stato davvero sospeso tra Italia e Spagna?
No. I due Paesi hanno reintrodotto temporaneamente i controlli alle frontiere interne, uno strumento previsto dagli articoli 25-28 del Codice frontiere Schengen. La Spagna resta nell’area di libera circolazione e non serve alcun visto o autorizzazione per entrarci.
Posso ancora partire per il Cammino di Santiago?
Sì. Voli e collegamenti marittimi tra Italia e Spagna operano regolarmente e nessuna autorità ha sconsigliato il viaggio. L’unico effetto pratico sono tempi di attesa più lunghi in aeroporto e al porto.
Quale documento serve per andare in Spagna nel 2026?
La carta d’identità elettronica (CIE) in corso di validità oppure il passaporto. Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se riporta una data di scadenza successiva.
La credenziale del pellegrino vale come documento di identità?
No. La credenziale serve a timbrare le tappe e ad accedere agli albergue, ma non ha alcun valore come documento di viaggio o di identità alla frontiera.
Fino a quando durano i controlli?
La notifica italiana alla Commissione europea indica l’1 settembre 2026, con una possibile revoca valutata dopo il 15 agosto. La misura spagnola di reciprocità è stata annunciata fino al 7 settembre 2026.
Posso farmi rimborsare il volo a causa dei controlli?
No. Non esiste un diritto automatico al rimborso o al cambio di destinazione, perché non è stata emessa alcuna allerta di viaggio. Restano valide le tutele ordinarie in caso di cancellazione o forte ritardo del volo.
I controlli riguardano anche chi passa dal Portogallo?
No. Le misure riguardano solo i collegamenti aerei e marittimi diretti tra Italia e Spagna. Chi vola a Porto e prosegue a piedi sul Cammino portoghese non incontra controlli reintrodotti all’ingresso in Spagna.