In breve: i bastoncini da trekking riducono del 12-25% le forze che scaricano sul ginocchio in discesa e abbassano dolore muscolare e affaticamento nei giorni successivi. In aereo non possono viaggiare in cabina: la normativa europea li classifica tra gli oggetti appuntiti e li ammette solo nel bagaglio in stiva. Vale anche per i modelli pieghevoli in carbonio.
A cosa servono i bastoncini da trekking
Non sono un accessorio estetico da pellegrino esperto. Spostano una parte del lavoro dalle gambe alle braccia, e i numeri lo dicono con chiarezza. Se stai ancora decidendo cosa mettere nello zaino, trovi la lista completa nella pagina sull’equipaggiamento per il Cammino di Santiago.
Meno carico su ginocchia e quadricipiti
Lo studio di riferimento è di Hermann Schwameder e colleghi dell’Università di Salisburgo, pubblicato sul Journal of Sports Sciences nel 1999. Otto camminatori sono stati analizzati in discesa su una rampa inclinata di 25 gradi, con e senza bastoncini.
Con i bastoncini la forza di reazione al suolo, il momento al ginocchio e le forze compressive e di taglio sull’articolazione tibiofemorale calano tra il 12% e il 25%. Il merito è in parte del carico scaricato sulle braccia, in parte della postura più inclinata in avanti, che accorcia il braccio di leva sul ginocchio.
Tradotto sul Cammino: la discesa è il momento in cui il ginocchio lavora di più, ed è esattamente lì che i bastoncini rendono di più.
Meno danno muscolare e recupero più rapido
Il secondo studio è più vicino alla vita del pellegrino. Glyn Howatson e il suo gruppo della Northumbria University hanno seguito 37 persone nella salita e discesa dello Snowdon, la cima più alta di Inghilterra e Galles, con uno zaino da 5,6 kg. Metà gruppo con bastoncini, metà senza.
Chi aveva i bastoncini ha perso meno forza massimale subito dopo il trekking e a 24 e 48 ore di distanza, ha riportato meno indolenzimento muscolare e valori più bassi di creatinchinasi, il marcatore ematico del danno muscolare. La fatica percepita in salita era inferiore, a parità di frequenza cardiaca. Lo studio è uscito su Medicine & Science in Sports & Exercise nel 2011.
Howatson lo ha riassunto così: i bastoncini riducono il danno muscolare quasi al punto di farlo sparire. È il dettaglio che conta su un cammino di venti o trenta giorni, dove non esiste il giorno di riposo che ti rimette a posto. Resta il fatto che i bastoncini non sostituiscono la preparazione: qui trovi come allenarti prima di partire per il Cammino.
Equilibrio e sicurezza
Due punti d’appoggio in più cambiano il rapporto con fango, ghiaia mobile, pietre bagnate e piccoli guadi. Servono anche a testare il terreno prima di appoggiare il piede, a camminare all’alba con la frontale e a tenere a distanza i cani da pastore che escono dai cortili nei villaggi galiziani.
Quando sono comodi davvero sul Cammino
Il Cammino Francés non è un trekking alpino: molti chilometri sono pianeggianti, su sterrato compatto o asfalto. I bastoncini non servono sempre allo stesso modo.
| Tratto o situazione | Quanto servono |
|---|---|
| Saint-Jean-Pied-de-Port → Roncisvalle (route Napoléon) | Molto: oltre 1.200 m di dislivello e una discesa finale ripida |
| Discesa dall’Alto del Perdón | Molto: pietrisco mobile, è il punto dove più spesso si scivola |
| Cruz de Ferro → Molinaseca | Molto: discesa lunga e sconnessa, dura sui quadricipiti |
| Salita a O Cebreiro e discesa a Triacastela | Molto: pendenza costante in entrambe le direzioni |
| Meseta tra Burgos e León | Poco: aiutano solo a tenere il ritmo e a sciogliere le spalle |
| Attraversamenti di città e lunghi tratti d’asfalto | Quasi nulla: meglio chiuderli e agganciarli allo zaino |
| Ultimi giorni con zaino pesante o vesciche | Molto: scaricano il peso quando l’appoggio è doloroso |
Chi soffre di ginocchia, chi porta più di 8-9 kg sulle spalle e chi cammina in stagione umida li usa quasi ogni giorno. Chi viaggia leggero in estate spesso li tiene chiusi per metà tappa. Se il peso è il tuo problema principale, valuta anche il servizio di trasporto zaino di tappa in tappa, che costa fra 5 e 9 euro al giorno.
Quando compaiono le vesciche i bastoncini diventano preziosi, perché alleggeriscono l’appoggio: nel frattempo vale la pena sapere come prevenire e curare le vesciche ai piedi e quali sono i calzini più adatti al Cammino.
Bastoncini in aereo: in cabina no, in stiva sì
Questa è la domanda che arriva più spesso, e la risposta è netta. L’ENAC inserisce i bastoni da sci e da passeggio o escursionismo tra gli articoli vietati in cabina, nella categoria degli oggetti appuntiti o con lama capaci di provocare lesioni. Stessa categoria di ramponi, piccozze e pattini da ghiaccio.
In Spagna la regola è identica, perché nasce dalla stessa normativa europea sulla sicurezza aerea: Aena elenca i bastones de trekking tra i bastoni rigidi o flessibili vietati nel bagaglio a mano, insieme a mazze da golf e stecche da biliardo.
Le compagnie lo ripetono nei propri termini di trasporto. Ryanair cita testualmente i bastoncini da sci e da escursionismo nell’elenco degli oggetti proibiti in cabina: vale la pena controllarlo anche sulle nuove rotte, come i voli diretti Roma–Santiago di Wizz Air.
Non fa differenza che siano pieghevoli, in carbonio, corti o chiusi a 35 cm dentro lo zaino. Se l’addetto al controllo li vede allo scanner, restano lì. I racconti di chi è passato senza problemi esistono, ma descrivono una tolleranza individuale, non un diritto: al controllo di sicurezza decide l’operatore, e in diversi scali esistono interi scaffali di bastoncini sequestrati.
L’eccezione degli ausili alla mobilità
Un bastone da passeggio usato come ausilio per camminare rientra tra gli oggetti che il passeggero può portare in cabina oltre al bagaglio a mano, insieme a stampelle e deambulatori. È un’eccezione legata alla mobilità della persona, non al materiale sportivo.
Se hai bisogno di un supporto per motivi medici, segnalalo alla compagnia in fase di prenotazione e presentati al controllo con un bastone da passeggio, non con una coppia di bastoncini tecnici: la valutazione resta comunque dell’operatore di sicurezza.
Come metterli in stiva senza rovinarli
- Chiudili completamente e infilali dentro lo zaino, non agganciati all’esterno: sui nastri trasportatori le cinghie esterne si impigliano e si strappano.
- Proteggi i puntali con i cappucci di gomma o con un pezzo di nastro: sono la parte che fora il tessuto.
- Mettili lungo il lato del bagaglio e circondali con vestiti, non al centro dove restano scoperti.
- Se lo zaino va in stiva, usa una sacca di protezione o incarta gli spallacci: molte compagnie offrono il servizio di imballaggio in aeroporto.
Voli solo con bagaglio a mano? Quattro alternative
Molti pellegrini partono con il solo bagaglio a mano proprio per risparmiare. Ecco le opzioni realistiche, da mettere a bilancio insieme agli altri costi del Cammino di Santiago.
- Comprarli all’arrivo. Ci sono negozi sportivi a Pamplona, Logroño, Burgos, León, Ponferrada e Santiago. Una coppia di modelli base in alluminio parte da circa 15-20 euro, i pieghevoli in carbonio superano i 60-100.
- Pagare il bagaglio in stiva. Fai il conto onesto: se il supplemento andata e ritorno costa quanto una coppia di bastoncini economici, tanto vale portare i tuoi, che conosci e hai già regolato.
- Il bordón di legno. A Saint-Jean-Pied-de-Port e a Roncisvalle si trova il bastone tradizionale del pellegrino per pochi euro. Non torna in aereo con te, ma è quello che molti lasciano in dono all’arrivo.
- Spedirli. Correos gestisce le spedizioni lungo tutto il Cammino: puoi rispedire a casa i bastoncini da Santiago prima del volo di ritorno, insieme a tutto ciò che non vuoi portare in cabina.
Come sceglierli e regolarli
Lunghezza. Con il puntale a terra, il gomito deve formare un angolo di circa 90 gradi. In salita accorciali di 5-10 cm, in discesa allungali della stessa misura.
Telescopici o pieghevoli. I telescopici a tre sezioni sono più robusti ed economici. I pieghevoli si chiudono in 35-43 cm ed entrano in qualsiasi zaino: un modello attuale in alluminio pesa tra 170 e 200 grammi per bastoncino, i più economici arrivano a 290-300 grammi.
Materiale. L’alluminio si piega ma non si spezza, il carbonio è più leggero e reattivo ma cede di colpo sotto torsione. Per un cammino lungo e senza tecnicismi, l’alluminio è la scelta più tranquilla.
Puntali di gomma. Sul Cammino Francés una quota consistente di chilometri è su asfalto e pietra. I cappucci di gomma smorzano il rumore, riducono l’usura e limitano l’erosione dei sentieri in terra battuta. Portane un paio di ricambio: si perdono con facilità.
Lacciolo. La mano entra dal basso e poi afferra l’impugnatura, in modo che il polso scarichi sul nastro e non sulla presa. È il dettaglio che distingue chi si stanca le braccia da chi ci guadagna.
Gli errori più comuni
- Usarne uno solo: si crea un’asimmetria che a lungo andare si sente su spalla e anca.
- Tenerli agganciati allo zaino per tutta la tappa e tirarli fuori solo quando il ginocchio fa già male.
- Camminare con i puntali metallici scoperti nei paesi alle sei del mattino: il ticchettio sull’acciottolato sveglia mezza via.
- Comprarli il giorno prima della partenza senza aver mai regolato i lacci.
- Presentarsi al gate convinti che i pieghevoli in carbonio siano un’altra cosa. Non lo sono.
Domande frequenti
I bastoncini da trekking si possono portare nel bagaglio a mano?
No. L’ENAC li elenca tra gli articoli vietati in cabina, nella categoria degli oggetti appuntiti, insieme ai bastoni da sci. Devono viaggiare nel bagaglio registrato in stiva. La stessa regola vale in Spagna, Francia e Portogallo, perché deriva dalla normativa europea sulla sicurezza aerea.
Vale anche per i bastoncini pieghevoli in carbonio?
Sì. La normativa non distingue per materiale, lunghezza da chiusi o sistema di chiusura. Anche un modello che si ripiega in 35 centimetri resta un bastoncino da escursionismo e va in stiva.
Cosa succede se li porto al controllo di sicurezza?
Vengono ritirati e non restituiti. Alcuni aeroporti offrono un servizio a pagamento per spedirli a casa o per imbarcarli come bagaglio dell’ultimo minuto, ma non è garantito e va risolto in pochi minuti prima del volo.
Servono davvero sul Cammino di Santiago?
Fanno la differenza soprattutto nelle discese lunghe: dai Pirenei verso Roncisvalle, dall’Alto del Perdón, dalla Cruz de Ferro a Molinaseca e da O Cebreiro a Triacastela. Uno studio del 1999 ha misurato una riduzione tra il 12% e il 25% delle forze sul ginocchio in discesa. Sui tratti pianeggianti della meseta l’utilità è molto minore.
Meglio uno o due bastoncini?
Due. Il carico si distribuisce in modo simmetrico e la spinta è più efficiente. Un bastoncino singolo ha senso solo per chi lo usa come supporto occasionale o ha bisogno di una mano libera.
Dove posso comprarli lungo il Cammino?
Nelle città principali del percorso: Pamplona, Logroño, Burgos, León, Ponferrada e Santiago hanno negozi di articoli sportivi. Molti bar e albergue vendono anche il bordón di legno tradizionale. Una coppia base in alluminio parte da circa 15-20 euro.
Bastoncini, zaino, tappe e credenziale sono i quattro punti su cui si gioca la riuscita di un cammino: li trovi spiegati uno per uno nel Manuale del Cammino di Santiago.
Fonti
- ENAC, Articoli vietati in cabina
- Schwameder H. et al., Knee joint forces during downhill walking with hiking poles , Journal of Sports Sciences, 1999
- Howatson G. et al., Trekking poles reduce exercise-induced muscle injury during mountain walking , Medicine & Science in Sports & Exercise, 2011
Le regole di sicurezza aeroportuale possono cambiare: prima di partire verifica sempre l’elenco aggiornato sul sito ENAC e le condizioni di trasporto della tua compagnia.