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Spagna: milioni di palline di plastica in mare e lungo le coste di Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi

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Da metà dicembre, sulle spiagge della Galizia, la regione nel nord-ovest della Spagna, ben conosciuta ed amata da noi pellegrini e pellegrine, sono comparsi milioni di pallini di plastica bianca, noti come “pellet” o “nurdles”, a seguito di una perdita in mare di ben sei container contenenti 26,3 tonnellate al largo del Portogallo

Questi piccoli oggetti, meno di 5 millimetri ciascuno, sono la materia prima dell’industria della plastica e vengono utilizzati in tutto il mondo per la produzione di oggetti di uso quotidiano. I pellet presenti sulle spiagge galiziane sono il risultato di un incidente marittimo avvenuto a dicembre, quando un container che li trasportava è caduto in mare dalla nave di una grande azienda di trasporti danese, Maersk. La nave trasportava i pellet prodotti dall’azienda polacca Bedeko Europe.

Queste plastiche sono state trasportate dal mare fino alle coste di Galizia, Asturie, Cantabria e addirittura Paesi Baschi. Un disastro ambientale che sta passando quasi in sordina.

Questo, non solo rappresenta un problema ambientale immediato, ma solleva anche preoccupazioni significative per la catena alimentare marina. Questi pellet, utilizzati nell’industria come materia prima per la produzione di oggetti di uso quotidiano, presentano un rischio non trascurabile per la fauna marina, in particolare i pesci.

La dimensione e la forma di questi pellet possono farli apparire simili a uova di pesce o ad altri piccoli organismi, rendendoli particolarmente attraenti per molte specie marine. I pesci, ingannati dall’aspetto dei pellet, possono ingerirli, confondendoli con il loro cibo naturale. Questo non solo mette a rischio la salute degli animali marini, ma ha anche potenziali ripercussioni sulla sicurezza alimentare umana. Quando i pesci ingeriscono questi materiali plastici, i pellet possono accumularsi nel loro sistema digestivo, portando a malnutrizione o morte.

Inoltre, i composti chimici presenti nella plastica possono essere rilasciati all’interno del corpo del pesce, accumulandosi nella catena alimentare.

Questo evento ha creato notevoli difficoltà nelle operazioni di pulizia e rimozione, generando polemiche politiche tra il governo spagnolo e l’amministrazione locale. La difficoltà principale nella rimozione dei pellet è dovuta alla loro piccola dimensione, che li rende quasi impossibili da raccogliere una volta dispersi nell’ambiente. Secondo la Plastic Soup Foundation, ogni anno nell’Unione Europea si disperdono nell’ambiente circa 23 miliardi di questi pallini.

La vice prima ministra spagnola, Maria Jesús Montero, ha espresso preoccupazione per le possibili gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla pesca nella regione, ma ha ammesso di non conoscere ancora l’impatto preciso dell’evento.

Il gruppo ambientalista Noia Limpa, che organizza incontri di volontari per la pulizia delle spiagge e degli argini dei fiumi in Galizia, ha segnalato il ritrovamento di circa 70 sacchi da 25 chili ciascuno di pellet lungo la costa, e sta coordinando attività di pulizia da parte di volontari. Tuttavia, Ecologistas en Acción, un’alleanza di gruppi ecologisti spagnoli, ha criticato sia il governo nazionale che quello locale per la loro inerzia nell’affrontare il problema.

A livello politico, si è sviluppata una tensione tra il governo locale della Galizia, guidato da Alfonso Rueda del Partito Popolare, e il governo centrale spagnolo. Rueda ha accusato il governo centrale di aver ritardato l’informazione sull’incidente, mentre il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, sostiene che l’amministrazione Rueda fosse già a conoscenza del problema. Nonostante ciò, Rueda si è rifiutato di elevare il livello di allerta, che avrebbe permesso l’intervento del governo centrale.

L’8 gennaio, l’unità specializzata in questioni ambientali della procura generale dello stato spagnolo ha avviato un’inchiesta per determinare la portata della fuoriuscita e le possibili conseguenze penali.

Questo incidente sottolinea l’importanza di una gestione attenta e responsabile dei materiali plastici, data la loro capacità di causare danni significativi all’ambiente marino e alle comunità costiere. È fondamentale che l’industria della plastica, le autorità di regolamentazione e le comunità lavorino insieme per prevenire e gestire efficacemente incidenti simili in futuro.

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