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Storia e analogie del gioco dell’oca con il Cammino di Santiago

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Il Gioco dell’Oca è uno dei giochi da tavolo più antichi e conosciuti al mondo. Sin dalle sue origini, questo gioco in scatola ha affascinato intere generazioni di giocatori, offrendo momenti di puro divertimento e competizione.
Il gioco si svolge su una spirale di 63 caselle, ognuna delle quali rappresenta un’ostacolo o un’opportunità. Il tabellone è adornato con immagini colorate e spesso include un’oca, simbolo iconico del gioco, in diverse posizioni.

I giocatori, di solito da due a quattro, si sfidano per raggiungere per primi la casella 63, utilizzando due dadi. Secondo le regole tradizionali del Gioco dell’oca:

  1. Se un giocatore si ferma su una casella con un’immagine d’oca, può muoversi di nuovo dello stesso numero di caselle indicato dai dadi.
  2. Alcune caselle presentano ostacoli come il labirinto o la prigione, che possono ritardare un giocatore o costringerlo a tornare indietro.
  3. L’obiettivo è raggiungere esattamente la casella 63. Se un giocatore supera quel numero, deve tornare indietro per il numero di punti in eccesso.

Le origini Gioco dell’Oca sono incerte così come l’aureola esoterica a cui si riferisce: Il Cammino di Santiago, il gioco dell’oca, i Templari e Maria Maddalena.  Cosa hanno in comune questi elementi?
L’antico e famosissimo gioco dell’oca rappresenta il cammino di Santiago. Ecco la sua storia.

La storia del gioco dell’oca

La scoperta della Disco de Phaistos, nel 1908 nelle rovine del Palazzo di Creta (Grecia), ha aperto una nuova linea di ricerca sulle origini del gioco dell’oca.

La scoperta della Disco de Phaistos, nel 1908 nelle rovine del Palazzo di Creta (Grecia), ha aperto una nuova linea di ricerca sulle origini del gioco dell’oca.

Il disco di Festos, appartiene al periodo Minoico Medio III e per questo motivo la sua antichità deve essere inclusa nell’intervallo tra il 1580 e il 1700 a. C.
È costituito da un disco di argilla, di forma circolare e di circa 16 cm di diametro 2,1 di spessore. Entrambi i lati del disco contengono spirali che sono divisi in 30 e 31 quadrati, in cui appaiono vari disegni, tra i quali possiamo vedere la figura di 8 uccelli, che potrebbe essere proprio le oche.
I geroglifici rappresentano:
Personaggi: uomini, donne e bambini di corpo, teste nude e con caschi.
Animali: pesci, uccelli.
Piante: fiori, picchi
Oggetti vari: contenitori, armi, navi.

Il gioco dell’oca e l’origine legata ai Templari

Un’altra corrente di ricerca attribuisce l’origine del gioco dell’oca ai Templari, che utilizzeranno per il loro tempo libero a Gerusalemme le conchiglie del “Nautilus”, a cui assegneranno, oltre alla componente ludica, un messaggio crittografico che solo alcuni membri dell’Ordine erano in grado di decifrare.
Il guscio del “Nautilus” ha 63 spazi, che può essere l’origine del Consiglio: le 63 caselle del gioco.
I Templari erano i guardiani dei Luoghi Santi di Gerusalemme e delle strade che li conducevano.
Questo lavoro di custodia si estendeva al Cammino di Santiago, a quel tempo, ancora nelle mani dei musulmani, in molti dei suoi tratti della penisola iberica.
Qualsiasi ricercatore o conoscitore delle Regole dell’Ordine del Tempio, ci dirà che questo non è possibile, perché le Regole dell’Ordine proibivano i Giochi di dadi e degli scacchi.
Ma il Gioco dell’Oca non era un gioco per i Templari, ma la Guida al Cammino di Santiago.

Questa guida criptata si basava sui dipinti o immagini pubblicitarie che i Maestri Costruttori hanno lasciato nelle Cattedrali, Castelli, Monumenti, Ponti, Cimiteri…..
Il tempo e la nostra ignoranza può aver cancellato molti di questi scritti.

Il gioco dell’oca è la mappa del cammino di Santiago

Il Gioco dell’Oca, è una mappa codificata del Cammino di Santiago, dove i Templari segnavano i luoghi che avevano un certo significato.
Si tratta di un geroglifico, dove i simboli erano conosciuti da tutto l’Ordine, e che permetteva una comprensione a tutti i cavalieri dell’Ordine, indipendentemente dalla lingua di ciascuno di essi.
In altre parole, il Gioco dell’Oca era la Guida al Cammino di Santiago andata e ritorno.
Ma come riconoscere i luoghi indicati nella Guida?
I Templari erano monaci e soldati e condividevano i messaggi nascosti che realizzavano nelle cattedrali e nei monumenti lasciando i simboli che i Templari riconoscevano e segnavano i luoghi che apparivano nel Gioco dell’Oca.

Alcuni studiosi hanno analizzato la correlazione aritmetica delle cifre sulla tavola, giungendo alla conclusione che esse riflettono le distanze tra i diversi punti del Cammino di Santiago. E c’è persino chi lo vede come l’incarnazione della conoscenza esoterica. Ma è molto più plausibile l’identificazione dei simboli con la topografia del percorso. I ponti hanno un significato spirituale di transizione verso l’ordine divino. La locanda sarebbe l’ostello dove i pellegrini riposano, mentre la prigione rappresenta la punizione per il peccato. I pozzi alludono all’acqua sacra dei templi e delle enclavi per dissetarsi. Il labirinto indica i pericoli di smarrimento sulla via di Compostela. E i dadi potrebbero alludere alla fortuna.

Tutta questa iconografia è associata a luoghi e nomi specifici. Tenendo conto delle distanze effettive del percorso, Oyón, Ansó, Villafranca de Montes de Oca, il fiume Valdueza e San Esteban sarebbero i luoghi associati all’oca. Il pozzo potrebbe essere la cripta della Cattedrale di Burgos. I dadi, Triacastela. Il labirinto, le montagne e le croci di León. E ci sono diversi luoghi della prigione, uno dei quali, dove si trova l’attuale Parador de San Marcos a León, dove un tempo poteva esserci una prigione.

Secondo questa interpretazione, l’oca sarebbe nata per avvertire i pellegrini dei rischi del Cammino di Santiago. E anche come una sorta di mappa per guidarli. I Templari vegliavano sulla sicurezza dei viaggiatori e offrivano loro un riparo, il che aumenta il legame con l’origine del gioco. Un altro enigma in questa Spagna magica e piena di sorprese.

Dove ha origine il gioco dell’oca?

Molto probabilmente, il Disco de Phainos non corrisponde, né è l’origine del Gioco dell’Oca, ma forse altri giochi noti ai Templari in Terra Santa erano l’embrione, su cui i Templari svilupparono un Gioco e una Guida Geroglifica.
Era importante che fosse un gioco, perché permetteva di rinfrescare continuamente la memoria degli iniziati senza il pericolo di dimenticare.
I simboli erano volgari e questo ha permesso una rapida conoscenza tra la popolazione, che non ha bisogno di conoscere il significato nascosto.

Dato che si trattava di un gioco, non sorprende che altri ordini religioso-militari, come gli Ospedalieri o i Cavalieri Teutonici, abbiano contribuito alla diffusione del gioco nell’area geografica di influenza, ma senza la componente crittografico-esoterica.

La diffusione del gioco dell’oca

L’invenzione del gioco dell’Oca, è anteriore al XI secolo, ma quando ha raggiunto una vera e propria diffusione come gioco è stato durante il regno dell’imperatore spagnolo Filippo II.
Il mecenate italiano, Francisco de Médicis, ha dato a Filippo II una tavola con dei dadi da gioco che intrattenevano i cortigiani.
A quel tempo, Madrid era la capitale dell’Impero e tutti i governanti del mondo erano mediati dalle decisioni prese a Madrid, che influenzarono una rapida accettazione e diffusione dei nostri gusti e delle nostre mode.
Il Gioco dell’Oca, praticamente sostituì gli Scacchi, nelle corti europee, essendo un dono prezioso scambiato tra i nobili.

Il collegamento tra il gioco dell’oca  e il Cammino di Santiago: la  piazza a Logrono

Una tradizione sostiene che il “gioco dell’Oca” sia ispirato al cammino di Santiago e sia stato inventato dai Templari nell’XI secolo.

Il gioco aveva inizio a Logroño, lungo il cammino Francese ed è proprio sul pavimento della piazza di questa città, dietro alla chiesa di san Giacomo, che c’è un gigantesco  gioco dell’oca, opera del XX secolo, che percorre il Cammino di Santiago attraverso la rappresentazione, nelle caselle significative,  delle città e dei monumenti principali.

Secondo alcuni infatti le caselle del gioco dell’oca rappresentano alcune tappe del cammino. La casella “osteria del tempo perduto” che ti obbliga a rimanere fermo un turno rappresenterebbe le tentazione degli albergue dove riposo e sollievo tentano il pellegrino dal ripartire.

Molti ed altre analogie sono ottimamente descritte nel libro “Il molto dilettevole giuoco dell’oca. Storia, simbolismo e tradizione di un celebre gioco“. Questo sito invece raccoglie una moltitudine di giochi dell’oca nella più disparate versioni.

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