Aggiornato al 1° ottobre 2026.
Si può partire per il Cammino di Santiago, anche in autunno. Voli e traghetti tra Italia e Spagna operano regolarmente e nessuna autorità ha sconsigliato il viaggio. I controlli ai documenti però vanno avanti: il 30 settembre il Viminale ha firmato la terza proroga, altri 15 giorni, e Madrid ha risposto subito con una misura speculare. In pratica cambiano due cose: devi mettere in conto qualche minuto in più in aeroporto e devi avere con te la carta d’identità elettronica o il passaporto. La vecchia carta cartacea non basta più.
La situazione oggi, in breve
| Paese | Chi controlla | Fino a quando |
|---|---|---|
| Italia | Passeggeri di voli e navi in arrivo dalla Spagna | Terza proroga firmata il 30 settembre: altri 15 giorni, quindi fino a metà ottobre |
| Spagna | Passeggeri di voli e navi in arrivo dall’Italia | In Gazzetta fino al 7 ottobre 2026; il governo ha già annunciato altri 15 giorni per reciprocità |
Da agosto i due governi si rincorrono con proroghe di 15 giorni alla volta, e ogni volta che Roma rinnova Madrid fa lo stesso. Se la tua partenza è tra qualche settimana, parti dal presupposto che i controlli ci saranno ancora e ricontrolla le notizie nei giorni prima del volo.
Cosa è successo, tappa per tappa
Tutto nasce il 30 luglio a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa: secondo le ricostruzioni di Fanpage , circa 72mila persone hanno tentato di entrare nella città dal Marocco, in una delle crisi migratorie più gravi mai vissute lì. Madrid ha poi chiesto anche l’intervento di Frontex.
- 1 agosto: l’Italia reintroduce i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, citando il rischio di movimenti secondari verso altri Paesi Schengen e di infiltrazioni terroristiche.
- 8 agosto: la Spagna, dopo aver chiesto invano a Roma di ritirare la misura, risponde con controlli speculari sui viaggiatori in arrivo dall’Italia (ordinanza INT/846/2026), inizialmente fino al 7 settembre.
- Fine agosto: l’Italia proroga di 15 giorni, con una finestra notificata alla Commissione europea dall’1 al 16 settembre.
- 5 settembre: il Boletín Oficial del Estado pubblica la proroga spagnola fino al 22 settembre.
- 15 settembre: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi firma una nuova proroga di 15 giorni, dopo la riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere.
- 16-19 settembre: la Spagna risponde con l’ordinanza INT/977/2026, pubblicata nel Boletín Oficial del Estado il 19 settembre, che estende i controlli dal 23 settembre al 7 ottobre.
- 30 settembre: il Viminale firma la terza proroga, altri 15 giorni. Lo stesso giorno il ministero dell’Interno spagnolo annuncia, per reciprocità, un’ulteriore estensione di 15 giorni.
- 1 ottobre: a Bruxelles si riunisce il Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Ue, con lo stato di Schengen e le politiche sui rimpatri all’ordine del giorno.
Il Viminale motiva l’ultima proroga con il permanere delle criticità a Ceuta e con il rischio di infiltrazioni terroristiche. Madrid continua a contestare la linea italiana: a metà settembre il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva definito la misura inutile e dettata dalla politica interna. Il 29 settembre la Commissione europea ha presentato un piano in cinque punti sugli arrivi irregolari di massa alle frontiere esterne, citando proprio Ceuta come esempio. Per chi viaggia, comunque, il quadro resta lo stesso: con la Spagna non esiste una frontiera terrestre e le verifiche riguardano solo navi e aerei in arrivo.
Cosa dicono i numeri del primo mese
I dati diffusi dal Viminale e riportati da Fanpage aiutano a ridimensionare la paura. Dall’1 al 31 agosto quasi 500mila passeggeri sono stati verificati attraverso le liste d’imbarco e oltre 180mila sono stati identificati fisicamente all’arrivo in Italia. I respingimenti sono stati 31, gli arresti 6.
Tradotto per un pellegrino: la stragrande maggioranza dei controlli avviene sui dati del volo, prima ancora che tu scenda dall’aereo. Chi viaggia con un documento valido non ha nulla da temere.
“Schengen sospeso” è un’espressione sbagliata
I titoli continuano a parlare di blocco di Schengen. Tecnicamente non è così, ed è una distinzione che conta per capire cosa ti succede davvero al gate.
Il Codice frontiere Schengen, Regolamento (UE) 2016/399, articoli 25-28, permette a ogni Stato membro di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna, previa notifica a Bruxelles. La Commissione europea ha registrato sia la misura italiana sia quella spagnola proprio come reintroduzioni temporanee di questo tipo.
La Spagna resta pienamente nell’area Schengen. Non serve visto, non serve alcuna autorizzazione, non c’è nessun limite all’ingresso per i cittadini italiani. È cambiato solo questo: il documento, che prima nessuno ti chiedeva dopo lo sbarco, ora te lo possono chiedere.
Un dettaglio geografico aiuta: Italia e Spagna non confinano via terra. I controlli riguardano solo aeroporti e porti, cioè i collegamenti diretti tra i due Paesi. La misura spagnola, come precisato dalla Commissione, non tocca le frontiere terrestri del Paese.
Chi viene controllato davvero
In Italia le verifiche puntano soprattutto sui cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, ai quali si chiedono anche titolo di soggiorno e requisiti d’ingresso. A chiunque, però, può essere chiesto di esibire un documento. L’organizzazione varia da scalo a scalo: in alcuni aeroporti ci sono percorsi dedicati ai voli dalla Spagna, in altri il controllo avviene appena scesi dall’aereo.
In Spagna si verificano identità e nazionalità dei passeggeri arrivati dall’Italia e, per chi non è cittadino UE, visto o permesso di soggiorno. Secondo le cronache di agosto i controlli sono stati a campione, su una quota tra il 5 e il 15% dei passeggeri, senza particolari disagi. La Farnesina ha comunque rafforzato l’assistenza consolare.
La regola pratica per un pellegrino italiano: considera il controllo come probabile e tieni il documento a portata di mano, anche se nella maggior parte dei casi passerai senza che nessuno te lo chieda.
Il documento giusto: addio alla carta d’identità cartacea
Questa è la parte che rischia di fermarti sul serio, e non c’entra nulla con Ceuta.
Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se sul documento è stampata una scadenza successiva. Il motivo è tecnico: il vecchio formato non ha la zona a lettura ottica né il microchip richiesti dalla normativa europea (Regolamento UE 2019/1157, aggiornato dal Regolamento 2025/1208). Il timbro di rinnovo sul retro non cambia nulla.
Per volare in Spagna e rientrare in Italia servono la carta d’identità elettronica (CIE) in corso di validità oppure il passaporto. Le compagnie aeree possono negare l’imbarco già al check-in a chi presenta un documento non conforme.
Il decreto-legge 108 del 26 giugno 2026 ha lasciato alla carta cartacea non scaduta un ruolo solo interno, per identificarsi con la pubblica amministrazione italiana e i gestori di servizi pubblici. Per i casi urgenti, fino al 31 dicembre 2027 il Comune può rilasciare un documento provvisorio valido per l’espatrio, non rinnovabile e con validità massima di sei mesi. Attenzione: come ricorda la rete consolare della Farnesina, alcuni Stati potrebbero non accettarlo. Prima di partire con quel documento verifica i requisiti su Viaggiare Sicuri .
Se hai in programma il Cammino in autunno e nel cassetto hai ancora la carta cartacea, chiama subito l’anagrafe: in molti Comuni i tempi per la CIE si sono allungati.
Cosa cambia in base a come raggiungi il Cammino
Non tutti i pellegrini italiani arrivano in Spagna allo stesso modo. Ecco l’impatto reale scenario per scenario.
| Come arrivi | Sei interessato? | Cosa aspettarti |
|---|---|---|
| Volo diretto per Santiago de Compostela (Bergamo, Roma) | Sì | Possibile verifica documenti all’arrivo |
| Volo per Madrid, Barcellona, Bilbao, Siviglia | Sì | Controllo possibile in aeroporto; il proseguimento interno in bus o treno è libero |
| Traghetto per Barcellona (utile a chi porta la bici) | Sì | Controlli al porto di sbarco |
| Volo per Porto e Cammino portoghese | No | Il Portogallo non è coinvolto; l’ingresso in Spagna a piedi da Valença o Tui non ha controlli reintrodotti |
| Cammino francese da Saint-Jean-Pied-de-Port | Solo per il volo | Il valico dei Pirenei a piedi non è toccato dalle misure Italia-Spagna |
| Rientro Spagna → Italia | Sì | Controlli della polizia di frontiera italiana all’arrivo, almeno fino a metà ottobre |
Se stai ancora decidendo lo scalo, la nostra guida su come raggiungere la Spagna in aereo riporta rotte e aeroporti utili per ogni punto di partenza del Cammino.
Rimborsi e cambi di destinazione: cosa non puoi chiedere
Qui conviene essere netti, perché in rete circola parecchia confusione.
Non esiste un diritto automatico al rimborso o al cambio di destinazione a causa dei controlli. Le tutele sui pacchetti turistici scattano quando le autorità sconsigliano il viaggio in una determinata zona: né la Farnesina né le autorità spagnole hanno emesso allerte di viaggio, solo comunicazioni operative sui controlli documentali. Le proroghe, come sottolineato anche da Euronews, non comportano chiusure delle frontiere né limiti al diritto di viaggiare.
Restano pienamente valide le tutele ordinarie del Regolamento (CE) 261/2004 se il volo viene cancellato o ritarda oltre le soglie previste.
Un rischio concreto e poco discusso: un eventuale controllo all’arrivo a Madrid o Barcellona può farti perdere una coincidenza stretta verso Santiago, León o Pamplona, soprattutto se il biglietto è stato acquistato separatamente. In quel caso la compagnia non ti deve nulla.
Sei cose da fare prima di partire
- Controlla di avere CIE o passaporto in corso di validità, che copra tutta la durata del viaggio.
- Aggiungi almeno un’ora di margine sui trasferimenti, all’andata e soprattutto al ritorno.
- Se hai una coincidenza interna in Spagna, evita i collegamenti troppo stretti o compra un unico biglietto con la stessa compagnia.
- Tieni il documento in tasca, non in fondo allo zaino imbarcato in stiva.
- Ricontrolla le notizie nei giorni prima della partenza: le proroghe arrivano ogni 15 giorni e la prossima scadenza italiana cade a metà ottobre, con quella spagnola che di solito segue di pochi giorni.
- Se viaggi con compagni di cammino non comunitari, verifica che abbiano visto o permesso di soggiorno a portata di mano: su di loro i controlli sono più accurati.
Il Cammino, intanto, non si ferma
Vale la pena tenere le proporzioni. Secondo la Xunta de Galicia , nel primo semestre 2026 hanno ritirato la Compostela oltre 243.700 pellegrini, il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, anno chiuso con 530.987 compostele. Gli italiani sono la seconda nazionalità, subito dopo gli Stati Uniti.
Sul Cammino non è cambiato nulla: gli albergue accolgono, la credenziale si timbra, la messa del pellegrino si celebra come sempre. E ottobre, con le temperature miti e i sentieri più tranquilli, resta uno dei mesi più belli per mettersi in marcia.
Il pellegrino medievale attraversava confini ben più ostili di questo. Un controllo documenti a Barajas si può sopportare.
Fonti consultate
- ANSA, 30 settembre 2026 : terza proroga italiana e risposta di Madrid
- Linkiesta, 1 ottobre 2026 : motivazioni del Viminale e Consiglio Gai
- BOE, 19 settembre 2026 : Orden INT/977/2026, proroga spagnola fino al 7 ottobre
- ANSA, 15 settembre 2026 : proroga italiana di 15 giorni
- Il Post, 15 settembre 2026 : la cronologia delle proroghe
- Euronews, 5 settembre 2026 : proroga spagnola pubblicata nel BOE
- Trans.info : le date notificate alla Commissione europea
- Fanpage, 15 settembre 2026 : il bilancio dei controlli di agosto
- Geopop e Money.it : fine della carta d’identità cartacea per l’espatrio
- Xunta de Galicia, 6 luglio 2026 : dati sui pellegrini
Domande frequenti
Schengen è stato davvero sospeso tra Italia e Spagna?
No. I due Paesi hanno reintrodotto temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime, uno strumento previsto dagli articoli 25-28 del Codice frontiere Schengen. La Spagna resta nell’area di libera circolazione e non serve alcun visto o autorizzazione per entrarci.
Posso ancora partire per il Cammino di Santiago?
Sì. Voli e collegamenti marittimi tra Italia e Spagna operano regolarmente e nessuna autorità ha sconsigliato il viaggio. L’unico effetto pratico è la possibilità di un controllo documenti all’arrivo, in aeroporto o al porto.
Quale documento serve per andare in Spagna nel 2026?
La carta d’identità elettronica (CIE) in corso di validità oppure il passaporto. Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non è più valida per l’espatrio, anche se riporta una data di scadenza successiva.
La credenziale del pellegrino vale come documento di identità?
No. La credenziale serve a timbrare le tappe e ad accedere agli albergue, ma non ha alcun valore come documento di viaggio o di identità alla frontiera.
Fino a quando durano i controlli?
Il 30 settembre 2026 l’Italia ha prorogato i propri controlli per la terza volta, di altri 15 giorni, quindi fino a metà ottobre. La Spagna li ha in vigore fino al 7 ottobre e ha già annunciato un’ulteriore estensione di 15 giorni per reciprocità. Finora entrambi i Paesi hanno rinnovato le misure ogni 15 giorni, quindi conviene verificare prima della partenza.
Posso farmi rimborsare il volo a causa dei controlli?
No. Non esiste un diritto automatico al rimborso o al cambio di destinazione, perché non è stata emessa alcuna allerta di viaggio. Restano valide le tutele ordinarie in caso di cancellazione o forte ritardo del volo.
I controlli riguardano anche chi passa dal Portogallo?
No. Le misure riguardano solo i collegamenti aerei e marittimi diretti tra Italia e Spagna. Chi vola a Porto e prosegue a piedi sul Cammino portoghese non incontra controlli reintrodotti all’ingresso in Spagna.
Ho solo la carta d’identità cartacea e parto a breve: cosa posso fare?
In caso di urgenza il Comune può rilasciare, fino al 31 dicembre 2027, un documento provvisorio valido per l’espatrio, non rinnovabile e valido al massimo sei mesi. Alcuni Stati potrebbero non accettarlo, quindi verifica i requisiti su Viaggiare Sicuri o richiedi il passaporto.