Le tende che vedi nelle foto di piazza dell’Obradoiro non sono di pellegrini. Dalla mezzanotte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026 decine di giovani di Santiago de Compostela si sono accampati davanti al Pazo de Raxoi, il municipio che chiude la piazza di fronte alla cattedrale, per protestare contro il caro casa. La convocazione è del Sindicato de Vivenda de Compostela e l’acampada è dichiarata a tempo indeterminato. Non è nemmeno una protesta contro Pedro Sánchez: i manifestanti chiedevano al Congresso di approvare due decreti del suo governo sulla casa, che venerdì 2 ottobre sono stati bocciati con i voti di PP, Vox, Junts e UPN.
Perché su Facebook circolano versioni sbagliate
Una piazza piena di tende, a pochi metri dalla meta del Cammino, sembra la scena di un raduno di pellegrini, e chi scorre il feed ci crede facilmente. Ma basta guardare gli striscioni: parlano di affitti, sfratti e speculazione, non di credenziali e Compostela.
L’altra lettura, quella della protesta “contro Sánchez”, nasce probabilmente dalla coincidenza con il voto in Congresso e dal clima da possibile elezione anticipata. In realtà la richiesta era l’opposta: far passare i decreti del governo, giudicati insufficienti ma considerati un primo passo, come ha riportato il Diario de Pontevedra .
Questo non vuol dire che i manifestanti stiano dalla parte del governo. Nelle loro dichiarazioni accusano sia la Xunta de Galicia sia l’esecutivo centrale di non fare abbastanza contro il caro affitti.
Da dove nasce la protesta: il caso Maricarmen
La miccia si è accesa a Madrid. Maricarmen, una donna di 87 anni, è stata sfrattata dalla casa in cui viveva da settant’anni. Il caso ha fatto il giro della Spagna e ha portato centinaia di persone ad accamparsi in Puerta del Sol.
A Santiago il movimento è partito lunedì 28 settembre con un corteo dall’Alameda: tra 300 e 400 persone secondo El Correo Gallego . Una parte dei manifestanti ha passato la notte dentro la stazione Intermodal, sgomberata dalla Policía Nacional la mattina dopo.
Il governo aveva intanto approvato in Consiglio dei ministri, martedì 29 settembre, due decreti legge ribattezzati “decreto Maricarmen”. Per protestare finché il Congresso non li avesse convalidati, i giovani hanno spostato le tende nel posto più visibile della città.
Cosa è successo in Congresso il 2 ottobre
Un decreto legge spagnolo entra in vigore subito, ma entro trenta giorni il Congresso deve convalidarlo, a maggioranza semplice. Venerdì 2 ottobre questa maggioranza non c’è stata.
| Decreto | Cosa prevedeva | Esito |
|---|---|---|
| Primo decreto (RDL 26/2026) | Proroga straordinaria degli affitti, protezione da alcuni sfratti, regole su affitti di stanze | Abrogato: 172 sì, 178 no |
| Secondo decreto | Contratti d’affitto a durata indefinita | Abrogato: 184 no |
Il voto decisivo è stato quello dei sette deputati di Junts, il partito catalano di centrodestra che aveva negoziato il testo con il governo e all’ultimo ha ritirato il sostegno, chiedendo un decreto nuovo. PP, Vox e i navarri di UPN avevano già annunciato il no, come ricostruisce Moncloa.com .
Quindi la lettura che gira tra chi segue la vicenda è giusta in sostanza: dopo il 2 ottobre la rabbia degli accampati è rivolta soprattutto a chi ha affossato i decreti. Con una precisazione, però. Tra quei partiti c’è anche Junts, che non è una forza di destra in senso classico, e la protesta era iniziata prima del voto, per fare pressione e non contro un singolo schieramento.
Quante persone ci sono e fino a quando restano
La prima notte le tende erano una decina. Venerdì mattina avevano superato la cinquantina, secondo El Correo Gallego , con l’arrivo anche del collettivo studentesco Fervenza.
Il portavoce del sindacato, Daniel González, ha detto che per ora l’acampada è indefinita e andrà avanti finché le richieste non saranno accolte. Per sabato 3 ottobre è stato convocato un presidio a mezzogiorno nella stessa piazza, mentre il Sindicato de Inquilinas ha chiamato manifestazioni in oltre cinquanta città spagnole tra il 3 e il 4 ottobre.
La polemica politica a Santiago
La sindaca Goretti Sanmartín, del Bloque Nacionalista Galego, è andata di persona all’accampamento a esprimere il suo appoggio. In conferenza stampa ha poi escluso l’uso di fondi pubblici per sostenere la protesta.
Il PP compostelano, con il capogruppo Borja Verea, contesta proprio questo. Chiede se l’acampada sia autorizzata, chi abbia permesso il presunto allaccio elettrico dal Pazo de Raxoi e perché il Comune non intervenga. Verea distingue tra condividere le rivendicazioni e accettare un’occupazione senza fine della piazza più rappresentativa della città, condivisa da residenti, pellegrini e turisti, come riporta il Diario de Santiago .
Sul piano legale la questione è aperta. In Spagna il diritto di riunione è un diritto fondamentale e la reiterazione di una protesta non basta a vietarla. Un’occupazione molto lunga può però giustificare limiti, se mette a rischio altri beni da tutelare. Non sarebbe la prima volta: l’Obradoiro ha già ospitato le tende del 15-M nel 2011 e quelle dei vigili del fuoco comarcali, accampati dal 15 dicembre 2023.
Cosa cambia se arrivi a Santiago in questi giorni
Poco, per ora. Le cronache locali raccontano di pellegrini che arrivano in piazza, guardano incuriositi le tende e scattano la loro foto con la facciata della cattedrale. Nessuna fonte segnala chiusure della cattedrale o modifiche alla messa del pellegrino.
Le tende sono raccolte sotto i portici del Pazo de Raxoi, cioè sul lato opposto alla cattedrale. L’Oficina del Peregrino, dove ritiri la Compostela, è in Rúa das Carretas e non è toccata dalla protesta.
Qualche consiglio pratico. Nei giorni di presidio la piazza può essere più affollata e rumorosa del solito, soprattutto a mezzogiorno. Se vuoi la classica foto d’arrivo in tranquillità, il mattino presto resta il momento migliore. Il resto è rispetto reciproco: chi è accampato protesta per poter continuare a vivere nella città che tu stai raggiungendo a piedi.
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Domande frequenti
Chi sono le persone accampate in piazza dell’Obradoiro?
Sono soprattutto giovani di Santiago de Compostela convocati dal Sindicato de Vivenda de Compostela, a cui si è unito il collettivo studentesco Fervenza. Non sono pellegrini: protestano per il diritto alla casa e contro il caro affitti. L’acampada è iniziata alla mezzanotte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026.
La protesta dell’Obradoiro è contro Pedro Sánchez?
No. All’inizio i manifestanti chiedevano al Congresso di convalidare i due decreti sulla casa approvati dal governo Sánchez, pur giudicandoli insufficienti. Il 2 ottobre 2026 i decreti sono stati abrogati con i voti di PP, Vox, Junts e UPN. Gli accampati criticano comunque anche il governo centrale e la Xunta de Galicia per le politiche abitative.
Cos’è il decreto Maricarmen?
È il nome popolare dei due decreti legge sulla casa approvati dal governo spagnolo il 29 settembre 2026, dopo lo sfratto a Madrid di Maricarmen, una donna di 87 anni che viveva nello stesso appartamento da settant’anni. Prevedevano tra l’altro la proroga straordinaria degli affitti, protezioni contro alcuni sfratti e contratti a durata indefinita.
Fino a quando resteranno le tende in piazza dell’Obradoiro?
Gli organizzatori hanno dichiarato l’acampada a tempo indeterminato, finché le loro richieste non saranno accolte. Il PP di Santiago chiede al Comune di verificare se esista un’autorizzazione e di intervenire, mentre la sindaca Goretti Sanmartín ha espresso appoggio ai manifestanti.
I pellegrini possono entrare in cattedrale e ritirare la Compostela?
Sì. Le tende sono raccolte davanti al Pazo de Raxoi, sul lato della piazza opposto alla cattedrale, e nessuna fonte segnala chiusure o cambi di orario. L’Oficina del Peregrino si trova in Rúa das Carretas, fuori dall’area della protesta.
Per secoli l’Obradoiro è stata la piazza di chi arriva. In questi giorni è anche quella di chi chiede di poter restare.
Foto in evidenza: il Pazo de Raxoi in piazza dell’Obradoiro (immagine d’archivio, 2018). Autore Simon Burchell , Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0 .