Cammino di Santiago: le mesetas sono così dure come dicono?

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La meseta o le mesetas del Cammino di Santiago: quante volte hai sentito parlare di questa parte del cammino con un misto di timore e reverenza?

Molti pellegrini esperti raccontano storie di interminabili pianure, caldo soffocante e una monotonia che mette a dura prova corpo e mente e per questo molti pellegrini una volta giunti a Burgos preferiscono saltare questo altopiano con un autobus diretto a León. Ma la domanda rimane: le meseta sono davvero così dure come le descrivono? Scopriamolo insieme!

Cos’è la meseta?

Prima di tutto, facciamo chiarezza. La meseta è un vasto altopiano che i pellegrini attraversano nella parte centrale del Cammino Francese, principalmente tra Burgos e León.

Si tratta di circa 180-200 km di terreno prevalentemente pianeggiante, caratterizzato da campi di grano a perdita d’occhio e pochi centri abitati.

La sfida fisica

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la sfida fisica della meseta non sta tanto nella difficoltà del terreno. Anzi, la pianura offre un sollievo a chi ha affrontato i Pirenei o le colline della Rioja. Il vero banco di prova è la costanza: camminare per ore su terreno piatto può mettere a dura prova muscoli e articolazioni non abituati a questo movimento ripetitivo.

Il fattore climatico

Il clima gioca un ruolo fondamentale nella percezione della difficoltà della meseta. In estate, le temperature possono superare facilmente i 30°C, con poca o nessuna ombra per ripararsi. Il sole cocente e la mancanza di riparo rendono questa sezione particolarmente impegnativa nei mesi più caldi. Tuttavia, l’escursione termica è notevole, con temperature che anche in agosto possono arrivare a 10 gradi al mattino presto. Per cui è bene approfittare di ciò partendo presto e concludendo la tappa possibilmente prima di mezzogiorno quando la temperatura comincia a salire notevolmente fino a superare i 30 nel pomeriggio.

La sfida mentale

Ecco dove la meseta mostra i denti: la sfida psicologica. L’apparente monotonia del paesaggio, l’orizzonte che sembra non avvicinarsi mai, la scarsità di punti di riferimento possono creare una sensazione di isolamento e frustrazione. Molti pellegrini descrivono questa parte come un viaggio interiore, dove si è costretti a confrontarsi con i propri pensieri e limiti.

Ma è tutto così terribile?

Assolutamente no! Anzi! La meseta hanno un fascino incredibile e tanti aspetti positivi:

  1. Bellezza unica: i tramonti sulla meseta sono spettacolari, con il cielo che si tinge di colori mozzafiato.
  2. Pace e tranquillità: per chi cerca un momento di vera introspezione, la meseta offre silenzio e spazio per riflettere.
  3. Senso di realizzazione: superare la meseta dà un’incredibile sensazione di vittoria personale.
  4. Incontri significativi: la condivisione di questa esperienza intensa crea legami profondi tra i pellegrini.

Consigli per affrontare la meseta

  1. Partenza all’alba: inizia a camminare presto per evitare le ore più calde.
  2. Idratazione: porta sempre acqua a sufficienza.
  3. Protezione solare: cappello, crema solare e occhiali da sole sono essenziali.
  4. Mentalità aperta: abbraccia l’esperienza invece di temerla.
  5. Compagnia: se ti senti solo, unisciti ad altri pellegrini.
  6. Musica o podcast: possono essere un buon diversivo nelle parti più monotone.

Conclusione

Allora, le meseta sono così dure come dicono? La risposta è: dipende. Dipende dalla tua preparazione fisica e mentale, dal periodo in cui affronti il Cammino e, soprattutto, dal tuo atteggiamento.

La meseta può essere una sfida, certo, ma è anche un’opportunità unica di crescita personale. Non è un ostacolo da temere, ma una parte integrante del viaggio, con le sue difficoltà e le sue bellezze.

Ricorda: migliaia di pellegrini prima di te hanno attraversato la meseta e ne sono usciti trasformati. Con la giusta preparazione e mentalità, anche tu puoi fare di questa esperienza un capitolo indimenticabile del tuo Cammino.

Quindi, futuro pellegrino, non lasciare che le storie sulla meseta ti spaventino. Preparati, parti con il cuore aperto e lascia che questa vasta pianura ti insegni qualcosa su te stesso. Chi sa, potresti scoprire che la meseta era esattamente ciò di cui avevi bisogno nel tuo cammino!

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