Cammino di Gran Canaria tra i vulcani

Mappa del Cammino di Gran Canaria tra i vulcani

Il Cammino di Santiago tra i vulcani a Gran Canaria è un cammino in onore di Santiago che attraversa l’isola Gran Canaria da sud a nord. Il Cammino di Gran Canaria è lungo 81 km suddivisi in 6 brevi tappe.

Questo cammino è il risultato del lavoro di valorizzazione del patrimonio sacro e pedonale legato alla tradizione giubilare delle isole Canarie ed è nato grazie al sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Ministero Regionale. Si tratta di un percorso che ha le solide basi di un’eredità storica nel nostro arcipelago. eredità storica del nostro arcipelago.

Il Cammino di Gran Canarie è caratterizzato da paesaggio eterogeneo e complesso in cui spiccano due tipi di morfologie: quelle caratteristiche della fase costruttiva, edifici formati dall’accumulo di lava; e le forme caratteristiche della fase distruttiva, generate dai diversi agenti erosivi che, nel tempo, hanno scavato le gole. La storia geologica dell’isola ha anche creato una morfologia chiaramente differenziata, con il settore sud-occidentale più eroso e scosceso rispetto a quello sud-occidentale. erosa e più ripida della metà nord-orientale.

Così come per il Cammino di Santiago in Spagna, anche il Cammino di Gran Canaria ha la sua Credenziale che può essere richiesta sia dal sito ufficiale che in molte chiese.

Tappe del Cammino di Gran Canaria tra i vulcani

  • 1^ Tappa: Faro de Maspalomas - Arteara 19,9 km

    Il Cammino di Santiago a Gran Canaria inizia il suo percorso dal Faro di Maspalomas e la Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas. In questa prima tappa ricca di contrasti, il paesaggio dunale di sabbia dorata lasceranno il posto a un altro scenario caratteristico della costa meridionale di Gran Canaria: le vaste gole di Maspalomas e Fataga. I cardonales e i tabaibales ornano il paesaggio di questa parte del percorso, insieme a uno dei protagonisti indiscussi del Barranco de Fataga, la palma delle Canarie (Phoenix canariensis), che dà il nome al luogo. In un certo senso, questo è anche una sorta di salto indietro nel tempo, mentre si percorrono luoghi emblematici dell’epoca aborigena.

    Iniziamo il nostro percorso in Plaza del Faro lungo il passaggio pedonale accanto all’Avenida de Cristóbal Colón, da dove percorriamo 350 metri in direzione nord fino a raggiungere una rotatoria all’incrocio di diverse strade. Qui prendiamo l’Avenida del Oasis a destra, in direzione dello Stagno di Maspalomas, e in meno di 300 metri ci immettiamo nel Paseo de la Charca e continuiamo il nostro cammino in direzione nord, accanto alla Gola di Maspalomas. Alla nostra sinistra troviamo il Parco Tony Gallardo, uno spazio verde che ci permetterà di conoscere la complessità e i valori ambientali dell’Oasi di Maspalomas. Il percorso prosegue nella stessa direzione attraversando la zona turistica di Maspalomas, uno dei principali motori economici dell’isola. Ci aspetta un tratto urbano di 3 chilometri, che rivelerà, attraverso i numerosi complessi ricettivi costruiti lungo il percorso, l’importante investimento del Comune nel turismo. Questo tratto si snoda senza grandi complicazioni, se non quella di proseguire verso nord e quasi dritto lungo i viali dell’Oceania e del Touroperador Jhan Reisen, sempre parallelamente al burrone del Barranco de Maspalomas che ci accompagnerà alla nostra destra. Alla fine del viale Touroperador Jhan Reisen attraversiamo il viale Touroperador Tui per proseguire lungo il Barranco de Maspalomas, questa volta sulla riva sinistra, all’altezza del palazzo di giustizia. Dopo 700 metri, il mercato di San Bartolomé de Tirajana, all’incrocio con l’Avenida Alejandro del Castillo, servirà da punto di riferimento per continuare la nostra passeggiata lungo il burrone fino a uscire gradualmente dall’ambiente urbano.

    500 metri più avanti si passa sotto il viadotto GC-1 e si imbocca un sentiero sterrato che inizia la salita verso nord-est in direzione della cima dell’isola, lungo il Lomo de Los Guarrillos e accanto al burrone di Fataga. In pochi metri si raggiunge la Machacadora, una cava di inerti situata in fondo al burrone e che indica l’inizio del Paesaggio Protetto di Fataga. Si tratta di un paesaggio semidesertico di rocce fonolitiche e trachiti di ignimbrite. L’acquedotto Fataga-Maspalomas (o dei Molti Ponti) sul lato destro del burrone, di fronte alla Machacadora, ci ricorda le difficoltà idriche di questa parte dell’isola. Trattandosi della parte meridionale dell’isola, è normale che si raggiungano temperature elevate, soprattutto in estate, quindi è consigliabile fare questa tappa con molta acqua. Dalla Machacadora ci sono più di 3,5 chilometri di leggera salita lungo un sentiero sterrato in fondo al Barranco de Fataga fino al Lomito Colorado e al Barranco de la Culata.

    Qui si sale sulla Cuesta de Hoya Cumplida e ci si lascia alle spalle il Barranco de Fataga. La salita è ripida per 150 metri fino a raggiungere una passerella naturale dopo 1,5 chilometri.

    Proseguendo verso nord lungo la strada sterrata, dopo 1250 metri si arriva a un bivio. Dopo aver imboccato a destra il sentiero per la Montañeta Quemada, superiamo il piccolo borgo di Gitagana e scendiamo di qualche metro lungo un burrone che dobbiamo attraversare. Continuiamo a salire lungo una delle piste forestali che si snoda in salita.

    In pochi metri raggiungiamo il GC-602, una strada sterrata che ci accompagnerà per poco meno di un chilometro fino a una deviazione sul fianco della collina, una volta vista la necropoli di Arteara. A questo punto, dobbiamo fare molta attenzione a lasciare la pista forestale per un sentiero sulla destra che inizia la discesa verso la frazione di Arteara, attraversando la necropoli tombale e il suo bel palmeto. La difficoltà di questo tratto aumenta, il sentiero si restringe e inizia una discesa su un fondo ghiaioso e zone di roccia nuda. Dopo 700 metri, la necropoli di Arteara si apre davanti a noi e ci offre l’opportunità di contemplare i tumuli aborigeni e lo splendore del palmeto. A questo punto lasciamo il sentiero per proseguire verso nord lungo una pista asfaltata locale (GC-601), dove incontriamo alcune case. In meno di 650 metri raggiungiamo il centro di Arteara e concludiamo così questa prima tappa del percorso.

     

     

     

  • 2^ Tappa: Arteara - Fataga 4,8 km

    È la tappa più breve del Cammino di Santiago tra i vulcani, una passeggiata di 5 chilometri che separa le frazioni di Arteara e Fataga. Qui entriamo in un nuovo scenario sul lato sinistro di Gran Canaria, dove si trovano due dei principali insediamenti storici della zona centrale del sud che condividono un paesaggio definito dalla fisionomia di un burrone con un ampio letto, pendii ripidi e creste affilate. Questo ambiente, di alto valore ecologico, ci offre una moltitudine di valori naturali e antropici tra i quali è difficile evidenziarne alcuni rispetto ad altri. È certo che la geologia, la flora, la vegetazione e la fauna dei piani basale (cardonale – tabaibale) e termofilo (palmeto delle Canarie) cattureranno la nostra attenzione nel corso di pochi chilometri.

  • 3^ Tappa: Fataga - Tunte 5,5 km

    La terza tappa del Cammino di Santiago tra i vulcani ci accoglierà nella Caldera de Tirajana, offrendo un altro esempio degli incommensurabili valori della geodiversità e dei monumenti naturali di Gran Canaria. Si tratta di un tratto particolarmente importante dal punto di vista della transizione del paesaggio, che abbandona la macchia di sostituzione, tipica delle quote più basse di questo versante meridionale, a favore di una vegetazione di maggiore estensione e copertura con le prime pinete di Pinus canariensis. Attraversando il corso del Barranco de Fataga, anche la vegetazione termofila ci regalerà una ventata di freschezza e tranquillità. Appena attraversate le sue strade, il villaggio di Tunte ci darà la soddisfazione che ci meritiamo dopo quasi 30 chilometri. È un centro rurale pieno di vitalità e impegnato con pellegrini e visitatori, che sono incoraggiati a partecipare alla vita del villaggio.

  • 4^ Tappa: Tunte - Garañón 9,7 km

    Il tratto tra il villaggio di Tunte e Cruz de Tejeda ci condurrà al punto più alto del Cammino di Santiago tra i vulcani, senza possibilità di sfuggire all’imponenza della vetta delle Gran Canarie. Ci aspetta una delle salite più impegnative, il passo di La Plata, che offre una delle viste panoramiche più significative della Caldera de Tirajana prima di entrare nella fitta pineta di Gran Canaria e della sua cima. Ci aspettano numerosi angoli e viste panoramiche che addolciranno i nostri passi attraverso ambienti naturali appartenenti alla Rete di Spazi Naturali Protetti delle Canarie e punti di riferimento molto importanti nel centro dell’isola, come i monoliti di Bentayga e Roque Nublo.

  • 4^ Tappa Variante 1: Garañón - Cruz de Tejeda 5,5 km

    La variante Tejeda ci porta nell’omonima caldera vulcanica. Questo percorso di 15 chilometri conduce ad alcuni dei punti di riferimento più importanti della cima di Gran Canaria: il Parco Rurale di Nublo, il Monumento Naturale di Roque Nublo e il villaggio di Tejeda, tra gli altri. Di particolare interesse, questa tappa può essere considerata una tappa obbligata per scoprire la più grande area protetta dell’isola e uno dei “Villaggi più belli di Spagna”. Entreremo così in un ambiente di alta montagna e di alto valore patrimoniale, un territorio che racchiude l’energia dell’origine vulcanica e il fascino della modellazione di lunghi decenni di storia.

  • 5^ Tappa: Cruz de Tejeda - Saucillo 13,6 km

    La penultima tappa inizia a Cruz de Tejeda, il cuore dell’isola, e da lì si entra nella parte più ventosa di Gran Canaria. La maestosità della Caldera de Tejeda ci viene presentata come se fosse una galleria d’arte naturale. D’ora in poi, l’esuberanza della pineta di Gáldar e un orizzonte con un timbro paisa – jística, un esempio dell’importante sviluppo umano sul versante nord. Al nostro passaggio, la cima di Gran Canaria rivelerà la diversità di un paesaggio che mescola il verde lussureggiante con le tonalità rossastre e grigie della terra vulcanica. Spazi come il Monumento Naturale Montañón Negro contrastano con la vegetazione lussureggiante che attende al riparo degli alisei, così come gli insediamenti rurali che appaiono nelle zone centrali del nord, a volte coperti da una spessa coltre di nuvole.

  • 6^ Tappa: Saucillo - Gáldar 7,8 km

    Ci aspetta una piacevole discesa di meno di 8 chilometri attraverso la zona centrale di Gáldar, fino a raggiungere la chiesa di Santiago de los Caballeros. Ci lasciamo alle spalle l’ambiente naturale per entrare in uno spazio antropizzato che mantiene una stretta relazione con la storia rurale di Gran Canaria. Si assisterà così a un’eredità gemellata con gli usi del territorio, soprattutto con l’attività agricola, e in totale dipendenza dalla cultura dell’acqua. Questa risorsa è notevolmente valorizzata in questi ambienti rurali, come dimostrano i numerosi punti di riferimento del patrimonio che troveremo lungo il percorso.

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